Politiche 2027, il voto a maggio cambia gli equilibri: chi può guadagnarci
Lucio Malan apre all’ipotesi di accorpare le politiche alle Comunali, ma in serata ribadisce la linea ufficiale sulla fine della legislatura nell’autunno 2027.
L’accorpamento tra elezioni politiche e amministrative potrebbe modificare la partita del 2027 soprattutto sul fronte dell’affluenza. È questo il possibile vantaggio per il centrodestra emerso dall’ipotesi rilanciata da Lucio Malan, capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, mentre nelle principali città italiane si preparano le Comunali.
La proposta riguarda un voto in primavera, probabilmente a maggio, e non ad aprile come era stato ipotizzato in precedenza. Nella stessa giornata si voterebbe anche per i sindaci di Roma, Milano, Torino, Napoli e Bologna. In serata, però, Malan ha precisato che la legislatura dovrebbe arrivare alla sua scadenza naturale.
Più elettori, possibile vantaggio a destra
Il punto centrale del ragionamento riguarda la diversa partecipazione registrata tra politiche e amministrative. Nel 2022 alle elezioni nazionali votò il 64% degli aventi diritto, mentre nello stesso periodo le Comunali si fermarono in media al 47%. Anche ipotizzando un recupero rispetto a quel dato, il ritorno al 54% della tornata precedente lascerebbe comunque una distanza significativa.
Secondo la lettura del centrodestra, una consultazione nazionale potrebbe quindi riportare alle urne una parte degli elettori che tende a disertare le amministrative. Le città più contendibili, come Milano, Torino e in parte Roma, potrebbero risentirne in modo particolare: nelle ultime tornate il centrosinistra ha prevalso in questi grandi centri, ma una maggiore affluenza viene spesso considerata più favorevole agli schieramenti conservatori.
Malan apre, poi ridimensiona
L’ipotesi è stata avanzata da Malan il 5 ottobre, durante un intervento a Un giorno da pecora su Radio 1, proprio mentre alla Camera iniziava la votazione sulla prima fiducia legata alla riforma elettorale. Il senatore ha spiegato che un voto a settembre lascerebbe poco spazio alla campagna elettorale e si sovrapporrebbe alla complessa preparazione della legge di Bilancio.
«Potrebbe esserci l’esigenza di votare a maggio e potrebbe avere un senso votare insieme alle Comunali», ha detto Malan. Sollecitato sul possibile vantaggio per il centrosinistra nei grandi capoluoghi, ha replicato che la destra tende a ottenere risultati migliori nei centri più piccoli e nelle aree rurali.
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In serata, tuttavia, il capogruppo ha corretto l’impressione di una svolta sulla durata della legislatura. Al Tg3 ha dichiarato: «Per quanto ci riguarda la legislatura va fino in fondo e cioè fino all’autunno del 2027, ferme restando le prerogative del Capo dello Stato».
Le incognite per il centrosinistra
La primavera potrebbe essere considerata più conveniente anche per ragioni legate agli avversari politici. Il consenso di Roberto Vannacci, secondo questa lettura, potrebbe ridursi nel tempo, mentre il centrosinistra rischierebbe di essere ancora impegnato nella definizione del candidato e del programma.
Un ulteriore problema riguarderebbe l’eventuale scelta di candidati alternativi alla coalizione. Tra i nomi indicati figurano Gaetano Manfredi e Roberto Gualtieri, sindaci di Napoli e Roma, entrambi potenzialmente orientati a cercare la riconferma nei rispettivi Comuni. Lasciare l’incarico per affrontare una competizione nazionale incerta potrebbe esporli al rischio di perdere consenso e di consegnare le città alla destra.
L’accorpamento, inoltre, avrebbe una copertura politica più ampia. Il centrosinistra ha sostenuto in diverse occasioni la necessità di una giornata elettorale unica per ridurre costi e adempimenti, mentre il Quirinale ha più volte richiamato informalmente l’esigenza di limitare le spese burocratiche, pur senza voler intervenire sulla scelta della data.
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