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Attualità 3 min di lettura51 min fa

Ferrara, un palazzo riapre alla città: 135 opere e cinque secoli di storia

Palazzo Barbantini-Koch diventa il nuovo Polo Culturale di Ferrara de La Galleria Bper, con una collezione permanente, mostre e l’Archivio storico aperti al pubblico.

Centotrentacinque opere distribuite in 18 sale, una superficie espositiva di circa 760 metri quadrati e documenti capaci di raccontare quasi due secoli di storia cittadina: Palazzo Barbantini-Koch torna accessibile al pubblico con una nuova funzione culturale. Lo storico edificio di corso della Giovecca ospita da oggi il Polo Culturale di Ferrara de La Galleria Bper, dopo un intervento di recupero e riorganizzazione degli spazi.

L’edificio, costruito nei primi anni del Novecento come sede della Cassa di Risparmio di Ferrara, è stato inaugurato il 6 ottobre alla presenza dei vertici di Bper, delle istituzioni locali e di esponenti del mondo culturale. Il progetto è stato realizzato con il patrocinio del Comune di Ferrara, insieme alla Fondazione di Ferrara e alla Soprintendenza.


Un palazzo restituito alla comunità

Il nuovo polo riunisce arte, architettura e memoria in un unico percorso. Al piano nobile trova posto l’esposizione permanente, mentre altre sale saranno destinate alle mostre temporanee e alla valorizzazione dei materiali conservati nell’Archivio storico Bper.

Per Fabio Cerchiai, presidente di Bper, l’apertura rappresenta un ulteriore passo nel rapporto tra la banca e i territori. «Palazzo Barbantini-Koch è un luogo particolarmente significativo perché qui architettura, opere e documenti raccontano insieme la storia della città e della Cassa di Risparmio di Ferrara», ha dichiarato durante l’inaugurazione. L’obiettivo, ha aggiunto, è trasformare la memoria in uno strumento di conoscenza, incontro e partecipazione.

Il patrimonio esposto è legato alla vicenda della Cassa di Risparmio di Ferrara e alla sua attività di tutela della cultura locale. La raccolta si è formata nel corso di oltre cinque secoli grazie ad acquisizioni, recuperi, donazioni e depositi, seguendo l’evoluzione artistica e civile della città.


La collezione attraversa cinque secoli

Il percorso permanente, intitolato “Uno scrigno di storia. Arte a Ferrara tra passato e presente”, è curato da Lucia Peruzzi e Luciano Rivi. Dipinti, sculture, disegni e stampe mettono in dialogo i nuclei storici dell’ex Cassa di Risparmio con opere appartenenti ad altre raccolte della collezione aziendale Bper.

La visita parte dal Rinascimento e arriva al Novecento. La sezione dedicata all’arte antica ricostruisce la tradizione del collezionismo ferrarese e i legami con la cultura estense; le sale dedicate ai secoli più recenti documentano invece la vivacità artistica del territorio attraverso autori come Gaetano Previati, Giuseppe Mentessi, Filippo de Pisis, Achille Funi, Arrigo Minerbi e Jules Pierre Van Biesbroeck.

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Tra i pezzi presenti figura l’Allegoria del Buon governo di Gaspare Venturini, nata per il Camerino dei Libri commissionato dal duca Cesare d’Este per Palazzo dei Diamanti. In mostra anche il Ritratto di Gabriele Tadino di Tiziano e bottega, insieme ad altre opere che evidenziano l’ampiezza e la varietà della raccolta.


Anche l’archivio entra nel percorso

Una parte del progetto riguarda la documentazione storica. L’Archivio storico Bper conserva circa 570 metri lineari di materiali, comprese serie amministrative e contabili che risalgono al 1838. Il fondo permette di seguire non soltanto la storia dell’istituto bancario, ma anche i cambiamenti economici, sociali, urbanistici e culturali di Ferrara.

Nella Sala del Consiglio, fotografie, documenti, progetti architettonici e strumenti digitali sono integrati nel progetto narrativo e multimediale “I Palazzi Testimoni di Bper”. Il percorso utilizza la storia degli edifici per spiegare il rapporto tra la banca, la città e le trasformazioni del territorio.

Marco Gulinelli, assessore alla Cultura del Comune di Ferrara, ha definito l’apertura un nuovo elemento del panorama culturale locale e ha sottolineato il valore della restituzione pubblica di un luogo legato alla storia della comunità. Marcella Zappaterra, consigliera della Regione Emilia-Romagna, ha invece evidenziato la necessità che il palazzo diventi uno spazio frequentato da ferraresi, scuole, studenti e visitatori, non soltanto una sede da ammirare dopo l’inaugurazione.

Con il polo di Ferrara salgono a tre gli spazi culturali Bper aperti al pubblico. La Fondazione di Ferrara ha inoltre annunciato un protocollo d’intesa con la banca e il prossimo trasferimento della propria sede nello storico palazzo, con l’intento di contribuire alle attività e alla partecipazione della comunità.

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