4.000Lettori online ora
Attualità 3 min di lettura58 min fa

Europa sotto attacco: Picierno rilancia la Ced di De Gasperi

La vicepresidente dell’Europarlamento chiede una risposta comune alle minacce ibride e propone al governo italiano di riaprire il dossier sulla Comunità europea di difesa.

La minaccia alla sicurezza europea non passa soltanto dai conflitti convenzionali. Attacchi informatici, sabotaggi, violazioni dello spazio aereo e operazioni di influenza possono colpire istituzioni, infrastrutture ed elezioni: per Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, l’Unione deve attrezzarsi con strumenti comuni e permanenti.

Nel dibattito sul futuro Scudo europeo della democrazia, Picierno ha indicato due direzioni: creare un organismo europeo capace di coordinare la risposta alle interferenze e riprendere il progetto di difesa comune immaginato da Alcide De Gasperi. La proposta, ha spiegato, potrebbe essere rilanciata proprio dal governo italiano.


La guerra ibrida è già qui

Secondo Picierno, Vladimir Putin sta già conducendo ogni giorno un’azione ostile contro l’Unione, senza ricorrere necessariamente alle armi tradizionali. La Russia viene indicata come la principale minaccia esterna nel rapporto della Commissione speciale sullo Scudo europeo della democrazia, approvato durante la plenaria di settembre.

La vicepresidente ha elencato intrusioni marittime, incursioni nello spazio aereo, attacchi informatici e sabotaggi tra le modalità utilizzate per destabilizzare i Paesi europei. La manipolazione dell’informazione, ha aggiunto, può orientare il voto e danneggiare reti digitali e infrastrutture logistiche: «Questa minaccia è già una realtà», ha affermato nel corso del confronto.


Un centro con poteri e controlli

Per affrontare rischi che oltrepassano i confini nazionali, Picierno sostiene la nascita del Centro europeo per la resilienza democratica. L’organismo dovrebbe avere autonomia giuridica, indipendenza operativa e un bilancio dedicato, così da assicurare una reazione «coordinata, immediata ed efficace» alle interferenze.

Nel confronto con Stefano Cavedagna, eurodeputato di Fratelli d’Italia e contrario al progetto per il possibile impatto sulla sovranità degli Stati, Picierno ha respinto l’ipotesi di un’istituzione fuori controllo. Il Centro, secondo la sua proposta, riunirebbe rappresentanti di tutti i Paesi membri e sarebbe sottoposto a una supervisione parlamentare stringente.


La difesa riparte dalla Ced

Sul piano militare, Picierno ha sostenuto che l’assenza di una revisione dei Trattati non debba bloccare ogni iniziativa. La strada, a suo giudizio, potrebbe partire dal testo della Comunità europea di difesa, elaborato ai tempi di De Gasperi e mai entrato in vigore dopo la mancata ratifica francese.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

«Potremmo ricominciare esattamente da dove De Gasperi non riuscì», ha detto la vicepresidente dell’Europarlamento. L’iniziativa, ha aggiunto, potrebbe essere assunta dall’Italia nel nome di una figura considerata super partes e legata alla costruzione europea, sottraendo il tema alla competizione propagandistica dei singoli partiti.


Il nodo dei propagandisti

Un altro punto del confronto ha riguardato le eventuali sanzioni contro chi diffonde in Italia messaggi riconducibili alla propaganda del Cremlino. Cavedagna aveva paventato il rischio che il nuovo Centro potesse intervenire direttamente sulla sovranità nazionale; Picierno ha chiarito che le misure riguarderebbero i propagandisti e non il dibattito politico in quanto tale.

Tra i casi citati figurano Andrea Lucidi e Vincenzo Lorusso, associati a Russia Today e alla rete mediatica filo-Cremlino. Picierno ha osservato che, mentre in Francia persone ritenute equivalenti sono state sanzionate e in alcuni casi arrestate, in Italia continuerebbero ad agire senza analoghe conseguenze. Da qui la richiesta di regole comuni e applicate in modo uniforme tra gli Stati membri.


Sovranità nazionale o europea

Alla base delle posizioni di Picierno c’è una contrapposizione politica che, a suo avviso, non può essere elusa: da una parte i sovranisti, concentrati sull’autonomia degli Stati; dall’altra chi sostiene il trasferimento di una quota di sovranità a livello europeo. La vicepresidente si è definita «federalista europeista convinta».

La sua tesi è che il mercato unico non possa restare separato da una vera dimensione politica dell’Unione. Senza il coraggio di costruire un’Europa capace di decidere e difendersi insieme, ha avvertito, sarebbe in pericolo anche la tenuta del mercato comune.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere