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Attualità 4 min di lettura24 min fa

Più Uno sfida il centrosinistra: 43 idee e 11,4 miliardi sul tavolo

Ruffini e Gabrielli presentano un programma per il 2027 con pensioni condivise dopo il divorzio, sostegni automatici, quote generazionali e nuove regole per la sicurezza.

Un Isee elaborato dallo Stato senza richiesta, assegni di mantenimento gestiti dall’Inps e una quota obbligatoria di giovani nei consigli di amministrazione: sono alcune delle misure con cui Più Uno prova a entrare nel dibattito del centrosinistra in vista delle elezioni politiche del 2027. Il movimento fondato da Ernesto Maria Ruffini ha raccolto 43 proposte in un documento di 88 pagine, con un impegno stimato in 11,4 miliardi di euro ogni anno e circa 4 miliardi di costi iniziali.

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Diritti più semplici da ottenere

Tra gli interventi più rilevanti c’è la cosiddetta “precompilata dei diritti”. L’idea è utilizzare le informazioni già in possesso della pubblica amministrazione per segnalare direttamente ai cittadini le agevolazioni a cui possono accedere e, quando possibile, attivarle senza una domanda formale.

La misura riguarderebbe innanzitutto l’Isee, che verrebbe predisposto ogni anno per tutte le famiglie. Il documento diventerebbe efficace se l’interessato non lo correggesse o rifiutasse entro un periodo stabilito. La spesa indicata è di 2 miliardi di euro all’anno, pari al valore delle prestazioni già disponibili ma non richieste da chi ne avrebbe diritto.

Più Uno propone inoltre di trasferire all’Inps il pagamento degli assegni destinati ai figli dopo una separazione. Il genitore obbligato verserebbe la somma all’istituto, che la girerebbe all’altro genitore; in caso di mancato pagamento, l’Inps potrebbe anticipare il denaro entro un limite fissato dalla legge e recuperarlo successivamente con trattenute su stipendio, pensione o rimborsi fiscali. Ruffini ha sintetizzato così l’obiettivo: «Se un genitore non paga l’assegno, non può essere l’altro a fare da esattore».


Famiglia e servizi con il conto in chiaro

Il programma interviene anche sulle conseguenze economiche del divorzio. I contributi previdenziali accumulati durante il matrimonio verrebbero sommati e ripartiti in parti uguali tra i coniugi, anche quando siano stati versati in misura diversa. Resterebbero esclusi dalla divisione i contributi maturati prima e dopo l’unione, mentre la regola sarebbe estesa anche alle unioni civili.

L’esempio contenuto nel piano riguarda un matrimonio durato 15 anni: a fronte di 150mila euro di contributi versati da una persona e 50mila dall’altra, ciascuno avrebbe 100mila euro riferiti a quel periodo. L’assegnazione dovrebbe avvenire in automatico, salvo alcune eccezioni, con un meccanismo ispirato a sistemi già presenti in Germania e Svizzera.

Per rendere visibile il peso della spesa pubblica, agli studenti verrebbe consegnato insieme alla pagella un prospetto con il costo della loro istruzione. Nel calcolo rientrerebbero, tra l’altro, gli stipendi degli insegnanti, il riscaldamento, la pulizia e la manutenzione degli edifici scolastici.

Un documento analogo sarebbe consegnato ai pazienti al momento della dimissione dall’ospedale, con il dettaglio delle risorse impiegate per le cure. In entrambi i casi non ci sarebbe alcun importo da pagare: la fattura avrebbe valore informativo e ricorderebbe che quei servizi sono finanziati dalla fiscalità generale. L’iniziativa avrebbe un costo annuo stimato in 4 milioni di euro.

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Giovani ai vertici e nuove regole

Per favorire il ricambio nelle posizioni decisionali, almeno il 10% dei componenti dei consigli di amministrazione delle società quotate e di quelle controllate dalle amministrazioni pubbliche dovrebbe avere meno di 40 anni al momento della nomina. Nei consigli formati da almeno cinque persone, la presenza di un under 40 diventerebbe quindi necessaria.

La stessa quota sarebbe applicata alle designazioni governative negli enti pubblici. Il mancato rispetto della norma potrebbe comportare una diffida, una sanzione e, nei casi più gravi, la decadenza dell’intero consiglio. La misura sarebbe sperimentata per sei mandati, al termine dei quali ne verrebbero valutati i risultati. Il programma parte dal dato secondo cui l’età media dei consiglieri delle società quotate italiane è di 58,3 anni.

Sul fronte della sicurezza, area legata all’esperienza di Franco Gabrielli, Più Uno indica l’introduzione di codici individuali per gli operatori impegnati nei servizi di ordine pubblico. I riferimenti non renderebbero pubblici i nomi degli agenti, ma consentirebbero di identificarli; il piano prevede anche la registrazione delle disposizioni impartite lungo la catena di comando.


Una proposta per primarie più larghe

Ruffini e Gabrielli non presentano il documento come un programma chiuso, ma come un contributo al confronto interno al centrosinistra. Ruffini ha spiegato che le idee vengono messe a disposizione delle forze dell’area con l’obiettivo di arrivare a una sintesi comune, anche nel caso in cui si svolgano primarie.

Secondo l’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate, la consultazione dovrebbe essere regolata, aperta e articolata su due turni. Ha inoltre escluso l’ipotesi di una competizione limitata a due candidati e ha annunciato l’intenzione di contattare i leader degli altri partiti per discutere un progetto condiviso.

La priorità, tuttavia, resta definire i contenuti. Solo dopo il confronto sulle 43 proposte, distribuite in sei aree di intervento, il movimento immagina di affrontare il tema dell’eventuale coalizione e delle modalità per presentarsi alle prossime elezioni.

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