Bruxelles, stop alla trasmissione: il dossier segreto da 800 miliardi
Una riunione riservata sul bilancio europeo 2028-2034 è stata interrotta dopo la presunta diffusione esterna di contenuti ancora coperti da riserbo.
Un richiamo improvviso ha acceso i riflettori su una riunione riservata dell’Eurocamera dedicata al futuro bilancio dell’Unione europea. Al centro dell’episodio c’è Tamara Volokhova, consulente per gli Affari parlamentari del gruppo dei Patrioti, accusata implicitamente di aver trasmesso all’esterno immagini o informazioni dell’incontro.
La sessione si è svolta giovedì mattina a Strasburgo, mentre gran parte di eurodeputati, collaboratori e assistenti lasciava la città al termine dei lavori plenari. Due persone presenti riferiscono che l’eurodeputato bulgaro del Partito Popolare Europeo Andrey Novakov abbia ordinato di interrompere immediatamente la registrazione o il collegamento video.
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Il nodo dei contenuti riservati
La riunione coinvolgeva relatori e relatori ombra delle commissioni Bilancio, Sviluppo regionale e Agricoltura. Sul tavolo c’erano i passaggi preparatori relativi al Piano nazionale e regionale di partenariato, uno degli strumenti pensati per organizzare il quadro finanziario pluriennale dell’Unione per il periodo 2028-2034.
Il progetto punta a riunire in una struttura unica diversi programmi oggi separati, tra cui i finanziamenti regionali e di coesione, la politica agricola comune e le risorse per lo sviluppo rurale. La dotazione complessiva indicata nel dossier raggiunge circa 800 miliardi di euro, una cifra vicina alla metà dell’ultima proposta di bilancio avanzata dalla presidenza irlandese di turno.
All’incontro partecipavano parlamentari, assistenti, consulenti politici e funzionari delle commissioni. Non è stato chiarito chi fosse collegato dall’altra parte della trasmissione. Tra le ipotesi circolate negli ambienti parlamentari figura quella di giornalisti interessati a ottenere informazioni anticipate sul negoziato finanziario, ma questo elemento non è stato confermato.
La riunione è andata avanti
Dopo il richiamo di Novakov, i lavori non sono stati sospesi. Volokhova, secondo le ricostruzioni disponibili, è rimasta nella stanza e la discussione è proseguita secondo il programma previsto, mentre la notizia dell’incidente si diffondeva tra gli europarlamentari e il personale in partenza da Strasburgo.
«Fermi immediatamente quella registrazione o videocall», avrebbe detto Novakov nel corso della riunione. Né l’eurodeputato né Volokhova hanno fornito, al momento, una spiegazione sull’accaduto: il primo era in viaggio e la seconda non ha risposto alla richiesta di chiarimenti.
Restano quindi senza risposta sia la destinazione del collegamento sia l’eventuale natura delle informazioni trasmesse. Il punto contestato riguarda la possibile uscita di dati da una riunione a porte chiuse, alla quale prendevano parte soltanto i rappresentanti autorizzati dei gruppi e delle commissioni coinvolte.
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I precedenti della consulente
Il caso ha riacceso l’attenzione sul percorso professionale di Volokhova, nata a Rostov nell’allora Unione Sovietica, di nazionalità franco-russa ed ex modella. Il suo nome era già emerso nel dibattito politico francese del 2024, quando Gabriel Attal lo aveva ricordato durante il confronto per le elezioni legislative con Jordan Bardella.
Attal aveva sottolineato la contraddizione tra la proposta del Rassemblement National di limitare l’accesso a incarichi delicati per i cittadini con doppia nazionalità e la presenza, nell’allora gruppo europeo Identità e Democrazia, di una consulente franco-russa vicina alla formazione di Marine Le Pen.
I rapporti esaminati in Francia
Un’inchiesta pubblicata nel 2019 da un organo d’informazione francese aveva inoltre riferito che il nome di Volokhova compariva in un documento della Direzione generale per la sicurezza interna francese dedicato ai presunti centri d’influenza russi sulle elezioni europee. Nel dossier erano citati anche altri tre esponenti, presenti o passati, dell’area politica di Le Pen.
Secondo quella ricostruzione, Volokhova era approdata a Bruxelles nel 2014 come assistente parlamentare, proprio mentre Mosca intensificava le attività di pressione politica in Europa dopo l’annessione della Crimea. In quegli anni avrebbe accompagnato alcuni eurodeputati in viaggi in Russia e Crimea e organizzato trasferte per Aymeric Chauprade, anch’egli menzionato nel documento della sicurezza interna.
La stessa ricostruzione aveva richiamato presunti contatti con la segreteria di Alexander Babakov, consigliere di Vladimir Putin per i rapporti con le organizzazioni russe all’estero e figura collegata al finanziamento concesso al partito di Le Pen. Erano stati inoltre citati rapporti con Alexei Kovalski, allora consigliere politico dell’ambasciatore russo a Parigi e indicato dalla sicurezza francese come appartenente ai servizi segreti russi operativi fuori dal Paese.
Oggi Volokhova continua a lavorare nelle istituzioni europee come consigliera politica dei Patrioti, il gruppo in cui è confluita anche la formazione di Marine Le Pen. L’episodio di Strasburgo ha riportato il suo nome al centro dell’attenzione, ma non chiarisce ancora se la trasmissione abbia effettivamente comportato la diffusione di informazioni riservate né a chi fosse destinata.
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