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Attualità 2 min di lettura24 min fa

PHP, attacchi già in corso: perché il rischio riguarda il 70% del web

Due vulnerabilità nascoste per oltre dieci anni possono consentire il controllo dei server: governi e aziende stanno disattivando i servizi che non riescono ad aggiornare.

Le prime intrusioni informatiche che sfruttano due falle del linguaggio PHP sono già state individuate, mentre amministrazioni e aziende cercano di mettere in sicurezza i propri sistemi. Il problema potrebbe coinvolgere fino al 70% dei siti web mondiali e, nei casi più gravi, permettere agli aggressori di prendere il controllo completo dei server.

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Gli attacchi sono già comparsi

Diverse autorità internazionali hanno invitato a intervenire senza ritardi: se l’aggiornamento non può essere installato subito, la raccomandazione è spegnere i sistemi esposti. Tra gli organismi che hanno diffuso l’allerta figurano l’agenzia statunitense per la sicurezza nazionale, il centro britannico per la cybersicurezza e le autorità competenti di Unione europea, Giappone e Australia.

La Germania ha indicato per le vulnerabilità il livello “3 / Arancione”, una classificazione associata a un pericolo estremamente elevato. Dopo quell’avviso, alcune strutture pubbliche, compresi ospedali, hanno sospeso temporaneamente i servizi in rete. Anche il governo finlandese, il Parlamento olandese e il consiglio di Edimburgo hanno reso momentaneamente indisponibili alcuni portali, non avendo avuto il tempo di applicare la correzione.

In Francia, invece, sono stati bloccati temporaneamente i siti di tutte le prefetture. La motivazione ufficiale è stata la necessità di svolgere interventi di manutenzione preventiva e ridurre le possibilità di intrusione.


PHP è molto più diffuso di quanto sembri

Le due vulnerabilità sono rimaste nascoste per più di dieci anni e possono consentire l’esecuzione di codice a distanza. In pratica, un criminale informatico potrebbe installare programmi dannosi, consultare banche dati e file di sistema oppure assumere il controllo del server interessato.

Non è ancora stato stabilito con precisione quali versioni siano esposte. Il servizio europeo per la sicurezza informatica delle istituzioni dell’Unione ha però segnalato la possibile presenza del problema in tutte le versioni a partire da PHP 5, distribuita nel 2004.

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La portata dell’allarme dipende soprattutto dalla presenza capillare del linguaggio. Huntress ha sottolineato: «PHP è ovunque». Il sistema viene utilizzato da piattaforme come WordPress, Drupal, Joomla e Magento, oltre che da servizi di ospitalità condivisa, pannelli di gestione e numerosi programmi che non dichiarano esplicitamente di basarsi su PHP.


La scoperta e la correzione attesa

Le falle sono state individuate grazie a strumenti avanzati di intelligenza artificiale, durante il programma di ricerca Patch the Planet. Al lavoro hanno partecipato Calif, Wiz, la PHP Foundation e OpenAI. Quest’ultima ha definito il caso «uno dei problemi di sicurezza più significativi degli ultimi tempi».

La PHP Foundation avrebbe dovuto rendere pubblici i dettagli entro la fine del mese, insieme alla soluzione tecnica destinata agli sviluppatori. La diffusione anticipata di informazioni sui social, avvenuta martedì, ha però costretto le organizzazioni a reagire prima della pubblicazione ufficiale della correzione.

Nel frattempo, gli attacchi stanno evolvendo. Dane Knecht, responsabile tecnologico di Cloudflare, ha riferito: «Stiamo osservando attacchi iniziali emergenti e stiamo aggiornando le misure di difesa man mano che compaiono nuovi metodi di attacco».

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