Iran, l’avvertimento sui bersagli: la risposta può allargarsi
Teheran valuta ritorsioni contro obiettivi digitali e infrastrutture regionali mentre Washington e Israele preparano nuove opzioni militari
Teheran avrebbe avvertito che un eventuale nuovo attacco sul proprio territorio potrebbe provocare una risposta più ampia rispetto ai precedenti raid. Nel mirino, oltre alle navi commerciali e agli impianti energetici dell’area, finirebbero anche strutture informatiche e collegamenti essenziali per la rete globale.
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Teheran amplia il campo dei rischi
Funzionari iraniani citati nelle ricostruzioni sulla crisi hanno indicato tra i possibili obiettivi i centri che gestiscono ed elaborano dati. La minaccia riguarderebbe inoltre i cavi sottomarini utilizzati per le comunicazioni internet, aggiungendo una dimensione tecnologica a una possibile rappresaglia.
La prospettiva di colpire infrastrutture così delicate aumenterebbe le conseguenze regionali di una nuova escalation. L’ipotesi viene collegata alla possibilità che Stati Uniti e Israele tornino a bombardare installazioni iraniane dopo le elezioni di metà mandato americane del 3 novembre.
Washington prepara nuove opzioni
Nel frattempo, gli Stati Uniti starebbero concentrando in Medio Oriente un dispositivo militare di grandi dimensioni, destinato a essere pronto all’impiego entro i primi giorni di novembre. Il rafforzamento procede mentre sul piano diplomatico proseguono i contatti con Teheran.
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I negoziatori americani puntano infatti a usare il rischio di un’operazione militare come strumento di pressione nella trattativa sul dossier nucleare. L’obiettivo sarebbe spingere l’Iran ad accettare le richieste avanzate da Washington senza arrivare necessariamente a un nuovo conflitto aperto.
Il via libera di Trump resta incerto
Le forze armate statunitensi e israeliane starebbero comunque definendo piani operativi dettagliati per una possibile ripresa delle incursioni. Le informazioni, attribuite a funzionari americani e ad altre persone a conoscenza dei preparativi, non indicano però che una decisione definitiva sia già stata presa.
Tra gli obiettivi valutati figurerebbero le infrastrutture energetiche iraniane, i siti legati al programma nucleare e i depositi o sistemi impiegati per missili e droni. Resta da capire se Donald Trump sceglierà di autorizzare l’azione: secondo le stesse ricostruzioni, il presidente degli Stati Uniti non avrebbe ancora dato l’approvazione finale.
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