PHP, 285mila siti italiani scoperti: basta una falla per entrare
Due vulnerabilità molto gravi espongono portali pubblici e negozi online, mentre più di otto siti su dieci non hanno ancora applicato la correzione disponibile.
Sono 285.149 i siti italiani che potrebbero essere attaccati sfruttando due difetti presenti in PHP, il software utilizzato per gestire molte funzioni essenziali delle pagine web. In assenza dell’aggiornamento, un aggressore può impartire comandi a distanza anche senza disporre delle credenziali di accesso.
Il rischio non riguarda soltanto singoli criminali informatici: secondo l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, tra i possibili autori figurano anche gruppi collegati ad attori statali, come la Russia. Le conseguenze possono comprendere il furto dei dati, la modifica dei contenuti pubblicati e la sospensione dei servizi.
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Una falla già finita nel mirino
L’Agenzia ha diffuso due bollettini distinti nel giro di tre giorni, una situazione indicata come senza precedenti. Le segnalazioni riguardano vulnerabilità considerate critiche, per le quali sono già stati osservati tentativi di sfruttamento.
Il livello di gravità assegnato ai due problemi è pari a 9,2 su 10. In rete, inoltre, sono disponibili indicazioni tecniche che possono facilitare l’utilizzo dei difetti da parte degli attaccanti, aumentando la pressione sui gestori chiamati a intervenire.
PHP è presente dietro moltissimi servizi
PHP opera dietro numerosi strumenti che gli utenti incontrano ogni giorno: dai moduli online ai carrelli degli acquisti, fino alle aree riservate di enti pubblici e imprese. Per questo l’esposizione può coinvolgere siti della pubblica amministrazione, piattaforme commerciali e altri servizi accessibili attraverso internet.
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Le correzioni sono state rese disponibili dai responsabili del software, ma la loro installazione procede lentamente. Il problema, quindi, non è soltanto l’esistenza della vulnerabilità, bensì il numero elevato di sistemi che continuano a utilizzare versioni non aggiornate.
Solo 63mila siti risultano protetti
I dati dell’Agenzia, aggiornati al 25 ottobre, indicano 741.523 siti italiani che utilizzano PHP. Per 348.130 di questi è stato possibile controllare quale versione fosse installata.
Tra i sistemi esaminati, 285.149, pari all’81,9%, risultano ancora esposti. Gli aggiornamenti corretti sono invece presenti su 62.981 siti: una differenza che lascia aperta una superficie d’attacco molto ampia.
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