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Attualità 2 min di lettura59 min fa

Peste in Siberia, Washington alza la voce: Trump chiama Putin

La morte di una ricercatrice riaccende i dubbi sulle informazioni diffuse da Mosca, mentre l’amministrazione americana valuta anche nuove sanzioni.

La vicenda della ricercatrice morta in Siberia dopo l’apertura accidentale di una fiala di batteri ha assunto una dimensione diplomatica. Gli Stati Uniti chiedono spiegazioni più dettagliate alla Russia e Donald Trump ha annunciato un colloquio imminente con Vladimir Putin, mentre l’Organizzazione mondiale della sanità considera molto contenuto il pericolo oltre i confini russi.


Washington pretende risposte da Mosca

Il Dipartimento di Stato americano ha inviato a Mosca una comunicazione diplomatica formale per sollecitare il rispetto degli obblighi internazionali sulla condivisione delle informazioni sanitarie. Al centro della richiesta ci sono sia il decesso della ricercatrice sia le successive misure di quarantena adottate in Russia.

Secondo funzionari statunitensi, le autorità russe avrebbero comunicato finora pochi elementi sull’accaduto. La donna, ventottenne, lavorava presso l’Istituto di Ricerca Anti-Peste di Irkutsk per la Siberia e l’Estremo Oriente: dopo aver aperto per errore una fiala contenente il batterio della peste polmonare, sarebbe morta nel giro di pochi giorni.


Trump prepara il confronto con Putin

Parlando con i giornalisti durante il rientro alla Casa Bianca, Trump ha fatto sapere che il contatto con il presidente russo è vicino: «Ho una telefonata in programma a brevissimo». Lunedì aveva inoltre indicato la disponibilità degli Stati Uniti a sostenere Mosca nella gestione dell’emergenza.

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In quell’occasione il presidente americano aveva definito la peste una patologia grave e aveva osservato che i microrganismi possono diventare più resistenti e difficili da controllare. La sua amministrazione deve però occuparsi anche del calendario delle eventuali misure economiche contro la Russia: il 18 ottobre scade il termine per individuare le entità russe da colpire sulla base della legge Lindsey O. Graham sulle sanzioni contro Russia e Iran, firmata da Trump il 18 settembre.


Il rischio sanitario resta limitato

L’Oms ha riferito di essere in contatto con le autorità russe dopo la notizia della morte, avvenuta la scorsa settimana. L’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite ha valutato «molto basso» il rischio che il caso produca conseguenze fuori dalla Russia.

Sul piano politico, invece, la pressione resta alta. L’Ucraina ha consegnato all’amministrazione statunitense e al Congresso un elenco di aziende, navi e cittadini russi che vorrebbe fossero inseriti tra i destinatari delle sanzioni previste dalla legge.

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