8.000Lettori online ora
Attualità 3 min di lettura55 min fa

Amore, rabbia e coppie: la lezione di Lancini sugli adulti

Matteo Lancini invita a superare autonomia e controllo per costruire legami fondati sull’ascolto, sulla dipendenza reciproca e sulla capacità di affrontare anche il dolore.

Per Matteo Lancini il futuro delle relazioni potrebbe passare da un modello meno centrato sull’autosufficienza e più vicino ai valori dell’amicizia. Non si tratta di spegnere la passione, ma di accettare che un legame possa cambiare nel tempo senza trasformare la fine in una sparizione improvvisa o in una guerra.

Lo psicoterapeuta propone così una forma di democrazia affettiva, nella quale l’altro non viene né posseduto né idealizzato. Anche la sofferenza, la fatica e il distacco dovrebbero trovare uno spazio riconosciuto, perché una coppia non è necessariamente destinata a durare per sempre.


L’amicizia come nuovo modello

Secondo Lancini, gli amici hanno una caratteristica che manca ai rapporti assegnati dalla vita, come quelli tra genitori e figli o tra insegnanti e studenti: possono essere scelti. Da questa libertà può nascere un modo diverso di intendere l’intimità, capace di tenere insieme desiderio, rispetto e autonomia senza fare dell’indipendenza un obbligo assoluto.

Il passaggio dall’amore romantico, costruito sul sacrificio individuale per il progetto comune, a una coppia più autoreferenziale ha prodotto nuove fragilità. L’obiettivo, spiega l’autore, dovrebbe essere una relazione in cui ciascuno conservi il proprio percorso ma impari anche a negoziare bisogni e limiti con l’altra persona.


Le emozioni non vanno vietate

L’educazione affettiva, in questa prospettiva, non può ridursi a una lezione teorica sulle emozioni. Serve piuttosto un ascolto concreto, capace di trasformare tristezza e rabbia in esperienze nominabili e pensabili, invece di lasciarle esplodere attraverso comportamenti aggressivi.

Questa responsabilità non riguarda soltanto adolescenti e bambini. Gli adulti, anche quelli che si definiscono aperti e consapevoli, spesso chiedono ai più giovani di esprimersi liberamente, purché non portino in casa sentimenti difficili da gestire. Per Lancini, non sono stati i figli a ricevere una protezione eccessiva: sono stati spesso gli adulti a cercare protezione dalle emozioni dei figli.


Il timore di dipendere

La spinta contemporanea verso l’autonomia convive con una scarsa accettazione della vulnerabilità. Ai ragazzi viene chiesto di non dipendere da nessuno, ma senza offrire sempre gli strumenti per affrontare rabbia, malinconia e bisogno di vicinanza: una contraddizione che rende più complicati l’intimità e il funzionamento della coppia.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Affidarsi a qualcuno può significare esporsi al rischio di essere lasciati. Quando mancano esperienze abbastanza solide per sostenere una separazione, la perdita può essere vissuta come una minaccia alla propria identità, non soltanto come la conclusione di una relazione.


Cura, controllo e violenza

Anche la lettura della violenza di genere deve misurarsi con relazioni ormai diverse da quelle del passato. Lancini invita a non applicare automaticamente ai giovani gli schemi patriarcali tradizionali: oggi, osserva, la trasgressione non descrive più necessariamente il comportamento maschile, mentre il ritiro sociale è diventato un fenomeno rilevante.

Resta inoltre difficile distinguere tra protezione e possesso. Strumenti come la geolocalizzazione dei figli o il registro elettronico scolastico possono essere presentati come forme di cura, ma il loro significato cambia quando entrano in una dinamica di sorveglianza. Per questo, gli interventi contro la violenza devono considerare anche le nuove modalità con cui controllo e dipendenza si manifestano.


Il libro e lo spettacolo

Le riflessioni sono contenute in “A volte ti amo. La rivoluzione dei rapporti nel mondo fragile delle nuove relazioni”, pubblicato da Einaudi. Il volume affronta i cambiamenti che stanno trasformando l’amore, la sessualità e il modo in cui le persone affrontano l’abbandono.

Lancini, presidente della Fondazione Minotauro di Milano, ha inoltre portato questi temi sul palcoscenico. Il lavoro diventerà uno spettacolo in programma al teatro Carcano di Milano il 19 ottobre prossimo, ampliando il confronto sull’educazione sentimentale oltre il solo ambito scolastico.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere