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Attualità 2 min di lettura5 ore fa

Pesca, il conto degli errori Ue: Lollobrigida chiede una svolta

A Bruxelles il ministro denuncia il declino della flotta italiana e sollecita investimenti, sicurezza e un nuovo approccio europeo per tutelare redditi e approvvigionamenti.

La sostenibilità economica della pesca deve diventare una priorità dell’Unione europea, secondo Francesco Lollobrigida. Il ministro collega il futuro del comparto alla sovranità alimentare e avverte che le scelte adottate in passato hanno indebolito la certezza degli approvvigionamenti.


Il reddito dei pescatori resta il nodo

Lollobrigida sostiene che oggi la prosperità dei cittadini europei non possa essere considerata acquisita. A suo giudizio, mettere in difficoltà sia la pesca sia l’agricoltura significa compromettere due settori essenziali per la sicurezza alimentare.

«Oggi l’Europa dovrebbe considerare la sostenibilità economica una priorità», ha affermato il ministro a margine del Consiglio Agrifish di Bruxelles, richiamando la necessità di correggere decisioni maturate in contesti ormai diversi.


L’Italia prepara il confronto con Kadis

Nel programma della giornata è previsto anche un incontro bilaterale con il commissario europeo Costas Kadis. L’Italia intende ribadire la propria contrarietà a nuove riduzioni dei redditi degli operatori del settore, soprattutto nella fase attuale.

«Non tollereremo altri tagli al reddito dei nostri pescatori», ha detto Lollobrigida, ricordando che una posizione analoga era già stata espressa nel dicembre scorso. Il confronto con il commissario sarà quindi l’occasione per riportare al centro la tutela economica delle marinerie.

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La flotta italiana ha perso terreno

La richiesta di revisione delle politiche comuni arriva durante il Consiglio Agrifish, dove il ministro ha messo in evidenza il peggioramento della competitività delle flotte europee e, in particolare, di quella italiana. Dal 2013 il numero dei pescatori italiani si è quasi dimezzato, mentre il volume dei prelievi è diminuito di oltre il 40%; anche il valore dei prodotti ha seguito una traiettoria negativa.

Per Lollobrigida, il piano comune della pesca dovrebbe puntare sul ricambio generazionale, sul rinnovamento delle imbarcazioni e sulla protezione dei lavoratori. Le barche obsolete, ha sottolineato, si accompagnano a un aumento degli incidenti sul lavoro: l’unico indicatore che, nella sua ricostruzione, non ha registrato un arretramento.


Bruxelles deve cambiare direzione

Di fronte a questi risultati, il governo italiano chiede una revisione delle scelte europee e invita le istituzioni a riconoscere gli effetti delle misure adottate finora. Il ministro ritiene che proseguire senza modifiche significherebbe ignorare segnali ormai evidenti.

«Se sei intelligente cambi strada, se sei ottuso continui invece in quella direzione», ha dichiarato Lollobrigida, annunciando che l’Italia manterrà questa linea anche nei prossimi mesi. L’obiettivo indicato è ottenere un cambio di rotta deciso nelle politiche comunitarie dedicate alla pesca.

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