Perugia, quattro giorni per capire cosa resta umano nell’era dell’IA
Seed torna dal 14 al 17 ottobre 2026 con incontri, spettacoli e installazioni su tecnologia, ambiente, spazio e responsabilità delle scelte scientifiche.
Il momento più emblematico sarà probabilmente quello conclusivo: la storia di Leona Woods, giovane fisica del Progetto Manhattan, diventerà a Perugia l’occasione per discutere il peso morale della ricerca. La sua vicenda sarà raccontata nello spettacolo di Gabriella Greison, inserito nel programma di Seed, il festival che quest’anno mette al centro il tema dell’“Umanità”.
La manifestazione si svolgerà dal 14 al 17 ottobre 2026 negli spazi dell’Auditorium San Francesco al Prato. Promossa dalla Fondazione Guglielmo Giordano e dall’Istituto Nazionale di Architettura (IN/Arch), con la collaborazione di Domus, riunirà architettura, scienze, filosofia e design attorno alle trasformazioni prodotte dall’intelligenza artificiale, dalla crisi climatica e dagli scenari geopolitici.
La scienza finisce sotto esame
Sabato 17 ottobre Walter Mariotti, direttore editoriale di Domus, e Gabriella Greison accompagneranno la chiusura del festival. La divulgatrice e fisica quantistica porterà in scena La donna della bomba atomica, lavoro dedicato a Leona Woods, la più giovane ricercatrice impegnata nel Progetto Manhattan insieme a Enrico Fermi e Robert Oppenheimer.
Il racconto teatrale non si limiterà alla ricostruzione degli eventi. Attraverso la figura della scienziata, lo spettacolo riaprirà il confronto sulle responsabilità legate alle scoperte e sul rapporto, spesso conflittuale, fra sapere, autorità e conseguenze delle decisioni.
Quattro direzioni per il futuro
Il programma affronterà innanzitutto il confine mobile tra corpo e tecnologia. Protesi, innesti, strumenti digitali e neuroarchitettura possono estendere capacità fisiche e mentali, ma sollevano anche il problema di nuove disuguaglianze e del possibile indebolimento di diritti essenziali nell’espansione dell’infosfera.
Un altro asse riguarderà il modo in cui gli esseri umani condividono il pianeta. L’idea di una città pensata soltanto per le persone sarà messa in discussione a favore di ambienti capaci di accogliere anche animali, vegetazione e sistemi artificiali. Si parlerà di risposta ai cambiamenti climatici, recupero delle zone interne e vulnerabili, nuovi spazi per la cura, invecchiamento e calo delle nascite.
La riflessione si estenderà poi oltre la Terra, con l’esame di strutture destinate allo spazio, mezzi per eventuali traversate interstellari e ipotesi di insediamenti stabili su altri pianeti. In questo percorso troverà posto anche Seed-arte, collegato alle iniziative per l’VIII Centenario della morte di San Francesco d’Assisi.
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Algoritmi, natura e nuove città
La quarta prospettiva sarà dedicata alla distribuzione del potere nell’epoca dei sistemi intelligenti. Algoritmi, informazioni raccolte e gestione dei dati stanno incidendo sulle decisioni pubbliche, sulla formazione del consenso e sui rapporti tra gruppi sociali; l’autorità tende così a dipendere sempre più dalla disponibilità di risorse informative, oltre che dal controllo dei territori.
A inaugurare l’edizione, mercoledì 14 ottobre, sarà la lezione di Mauro Magatti, sociologo ed economista. In serata Max Casacci presenterà Earthphonia, opera sonora ottenuta usando esclusivamente suoni provenienti dal mondo naturale, dall’attività degli oceani a quella dei vulcani fino ai fenomeni biologici delle piante.
Il fondatore e musicista dei Subsonica proporrà l’ascolto dell’ecosistema come un vero codice espressivo. Tra gli ospiti del festival figurano inoltre l’astrofisica Patrizia Caraveo, il neuroscienziato Vittorio Gallese, l’analista geopolitico Alessandro Aresu, la filosofa della scienza Luisa Damiano e gli architetti Oskar Norelius di White Arkitekter, Søren Pihlmann e Anupama Kundoo.
Un laboratorio aperto al pubblico
Per tutta la durata della manifestazione, a San Francesco al Prato sarà possibile seguire Build un-build, intervento ideato da Raffaele Salvoldi. Il pubblico assisterà a un processo in cui costruzione e smontaggio diventano strumenti per osservare il modo in cui l’umanità modifica l’ambiente e, nello stesso tempo, viene modificata da ciò che realizza.
L’installazione utilizzerà moduli prodotti con legno sostenibile. Il programma comprenderà anche esposizioni dedicate ai lavori di laurea e attività per gli studenti delle scuole; architetti e professionisti potranno consultare le informazioni sui crediti formativi e sul calendario completo degli appuntamenti.
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