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Attualità 1 min di lettura12 ott

Perù, Fujimori incalza il Parlamento: da che parte state

La presidente accusa l’opposizione di ostacolare la lotta alla criminalità dopo il confronto tra Ruth Luque e il ministro César Astudillo.

Lo scontro tra il governo peruviano e l’opposizione è arrivato a un punto critico durante il dibattito sui poteri legislativi da affidare all’esecutivo. Dopo il confronto acceso tra la senatrice Ruth Luque e il ministro dell’Interno César Astudillo, la presidente Keiko Fujimori ha chiesto al Congresso una scelta netta sulla strategia contro la criminalità.

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Fujimori alza il livello dello scontro

La presidente ha difeso apertamente Astudillo, sostenendo che il ministro sarebbe stato oggetto di un attacco verbale. In un messaggio rivolto alla maggioranza di governo, gli ha espresso “totale sostegno e gratitudine per il suo coraggio”, prendendo così posizione nella disputa parlamentare.

Fujimori ha poi rivolto un avvertimento diretto alle forze di opposizione: “Se vogliamo combattere e sconfiggere la delinquenza, è il momento delle definizioni e dobbiamo sapere da che parte state, il popolo peruviano ci giudicherà”. L’appello è arrivato dopo una seduta segnata da forti tensioni tra esponenti della sinistra e il responsabile dell’Interno.

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La riforma della polizia divide il Congresso

Il confronto è nato quando Ruth Luque ha accusato Astudillo di non voler ammettere l’urgenza di una trasformazione profonda della polizia. La replica del ministro è stata particolarmente dura e ha fatto degenerare il dibattito, già complicato dalla discussione sulla richiesta di attribuire nuovi strumenti legislativi al governo.

Luque ha respinto l’accusa di aver mancato di rispetto, definendo eccessiva la risposta dell’esecutivo e rivendicando il diritto dei parlamentari di criticare l’azione del governo. Iber Maraví è intervenuto in sua difesa, affermando che la reazione del ministro avrebbe mostrato il volto autoritario dell’esecutivo, accusato di voler ottenere i poteri speciali a ogni costo.

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