Pentagono, il mistero dei rottami dell’11 settembre non regge alle prove
Le immagini e i documenti tecnici mostrano che il Boeing 757 del volo AA77 lasciò frammenti dentro e fuori l’edificio, anche se l’impatto ne distrusse gran parte.
L’assenza di grandi pezzi dell’aereo sul prato non dimostra che il volo AA77 non abbia colpito il Pentagono. La dinamica dello schianto, avvenuto ad altissima velocità contro una struttura composta da numerosi pilastri in cemento armato, spiega perché gran parte del Boeing 757 si sia frantumata nei primi due piani dell’edificio.
Il video omette le prove decisive
Un filmato condiviso sui social mostra la facciata danneggiata poco dopo l’attacco dell’11 settembre 2001. La descrizione del video presenta come sospetta la mancanza di ali, motori o ampie porzioni della fusoliera sul prato e usa questo elemento per sostenere una teoria alternativa allo schianto dell’aereo.
Questa ricostruzione, però, considera soltanto ciò che è visibile all’esterno. Le immagini raccolte durante le operazioni mostrano componenti del velivolo sia nell’area esterna sia all’interno del Pentagono. Tra i materiali documentati figurano parti dei motori, elementi della fusoliera e componenti dell’abitacolo e della cabina.
L’impatto spiega la frammentazione
Il rapporto tecnico pubblicato nel 2003 dalla Società americana degli ingegneri civili e dall’Istituto di ingegneria strutturale ricostruisce il tragitto dell’aereo prima dell’urto e la successiva penetrazione nella struttura. Secondo quella analisi, il velivolo attraversò una zona caratterizzata da una fitta successione di pilastri, prima che la facciata cedesse per un tratto superiore ai 35 metri.
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La dinamica descritta rende quindi plausibile la dispersione dei detriti soprattutto dentro l’edificio, invece della presenza di una grande sezione intatta sul prato. Anche la posizione dei pali della luce abbattuti lungo il percorso è compatibile con il passaggio di un aereo delle dimensioni del Boeing 757.
Documenti e fotografie confermano lo schianto
Ulteriori riscontri sono conservati nell’archivio fotografico dell’FBI e negli atti del processo a Zacarias Moussaoui. Questi materiali comprendono immagini dei frammenti recuperati, comprese alcune parti rinvenute tra le macerie e altre visibili all’esterno del fabbricato.
Una composizione realizzata nel 2007 da Pier Paolo Murru mette inoltre a confronto la ricostruzione ingegneristica con le fotografie della facciata colpita. Nel loro insieme, i documenti disponibili indicano che il Boeing 757 si disintegrò in larga misura durante l’impatto e che la mancanza di grandi rottami all’aperto non contraddice la ricostruzione dell’incidente.
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