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Attualità 3 min di lettura46 min fa

Campo largo, il tempo sta tradendo Schlein: Conte detta ancora il ritmo

La prudenza può proteggere il Pd dagli errori, ma senza un programma e una direzione condivisa rischia di lasciare l’iniziativa agli alleati e di indebolire la segretaria

Il problema del centrosinistra non è soltanto la forza politica di Giuseppe Conte, ma il vuoto lasciato dal Partito democratico ogni volta che rinuncia a guidare il confronto. Mentre Giorgia Meloni attraversa una fase più complessa, il campo largo continua infatti a non presentarsi come un’alternativa pronta a governare.


Il tempo non gioca sempre a favore

La prudenza è una risorsa politica soltanto se viene accompagnata dalla capacità di scegliere il momento dell’azione. Elly Schlein, invece, sembra aver puntato soprattutto sull’attesa: evitare mosse irreversibili, lasciare che gli avversari interni si logorino e confidare in condizioni più favorevoli in futuro.

È una condotta che richiama la lezione di Niccolò Machiavelli, ricordata nel libro “L’uomo che inventò la politica” di Corrado e Natalia Augias. Il volume mostra quanto le riflessioni del segretario fiorentino possano ancora essere applicate alla politica contemporanea, compresa l’idea che chi non può imporre subito la propria volontà debba almeno evitare di peggiorare la situazione.


Conte occupa lo spazio del Pd

Nel campo largo, tuttavia, il rinvio rischia di trasformarsi in una scelta politica vera e propria. La figura di Conte continua a pesare sul progetto comune e il Movimento 5 Stelle appare in grado di condizionare temi, priorità e tempi. Il punto, però, è che il Pd non sembra impegnato a sottrarsi a questa dinamica.

I segnali arrivati nelle ultime ore dovrebbero indurre Schlein a una riflessione. Il Financial Times ha messo in dubbio la preparazione del centrosinistra a un eventuale governo, mentre il Corriere della Sera ha ospitato nuove critiche alla segretaria, anche da parte di osservatori che in passato le erano stati vicini. A ciò si aggiunge il sondaggio di Nando Pagnoncelli, secondo cui il Pd sarebbe sceso sotto il 20 per cento.

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Il bivio tra prudenza e iniziativa

A Bruxelles Schlein ha ribadito il valore dell’europeismo legato alla figura di David Sassoli. Resta però senza risposta una questione decisiva: un eventuale governo sostenuto dal campo largo continuerebbe a inviare armi all’Ucraina oppure no? Su temi di questo peso, ripetere principi generali non basta a costruire una linea riconoscibile.

La segretaria dovrebbe convocare il tavolo della coalizione e mettere sul tavolo programma, regole, primarie e calendario. Invece, la sequenza prevista è quella della segreteria, della direzione di venerdì e poi dell’assemblea nazionale, con l’obiettivo di ottenere una proroga del mandato, evitare fratture e arrivare alle primarie per contendersi la candidatura a Palazzo Chigi.


Una tattica senza una direzione

Questa strategia può servire a guadagnare tempo e a rinviare lo scontro interno, ma non coincide ancora con una politica di alleanza. Il Principe di Machiavelli, infatti, non si limitava ad aspettare: sapeva distinguere il momento in cui la cautela protegge da quello in cui l’inazione diventa una perdita.

Al Nazareno qualcuno evoca, con una battuta attribuita a Corrado Guzzanti su Romano Prodi, l’immagine di chi resta «fermo, tranquillo… Come un semaforo». Il paragone può descrivere l’atteggiamento attuale, ma non risolve il nodo centrale: Schlein deve decidere se continuare a reagire alle mosse di Conte oppure provare finalmente a stabilire lei il terreno della sfida.

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