6.000Lettori online ora
Attualità 2 min di lettura5 giorni fa

Peng Liyuan a Washington: la carta culturale della Cina

Tra museo, studenti e patrimonio, la first lady cinese mette in scena un volto più morbido di Pechino mentre Xi Jinping vede Donald Trump

Per la stampa internazionale, la presenza di Peng Liyuan a Washington è diventata subito un segnale politico oltre che mondano: la sua immagine pubblica, più esposta di quella delle precedenti first lady cinesi, viene letta come uno strumento di soft power mentre i colloqui tra Xi Jinping e Donald Trump affrontano dossier molto più difficili.


Patrimonio e diplomazia silenziosa

Peng ha anche colto l’occasione per valorizzare la restituzione di reperti cinesi da parte degli Stati Uniti e per sollecitare una cooperazione più stretta nella protezione del patrimonio culturale. Un passaggio che ha rafforzato il profilo della visita, durata circa 45 minuti, come momento dedicato non solo al cerimoniale ma anche ai rapporti culturali tra i due Paesi.

La first lady cinese ha poi avuto un incontro con Melania Trump al National Museum of Asian Art dello Smithsonian. Le due hanno attraversato la Peacock Room e altri spazi del museo dedicati all’arte asiatica, in un contesto che ha dato risalto a un tono più informale della missione cinese.


Studenti, canzoni e lingua cinese

Un altro momento molto osservato è stato quello con gli allievi della Hope Chinese School, che hanno eseguito alcuni brani in cinese, tra cui Jasmine Flower. Peng ha seguito l’esibizione cantando a bassa voce e applaudendo, poi ha incoraggiato i ragazzi statunitensi a continuare con lo studio della lingua e della cultura cinesi.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Secondo quanto riferito da Xinhua, li ha invitati a diventare “ambasciatori di amicizia” fra Cina e Stati Uniti. In questo passaggio si è visto con più chiarezza l’obiettivo dell’iniziativa: presentare la Cina attraverso musica, formazione e scambi culturali, più che con i toni rigidi della diplomazia formale.

Dalla moda alla musica, fino alla lingua e ai riferimenti culturali, Peng ha sfruttato la tappa nella capitale americana per offrire un’immagine diversa del Paese. La scelta di mettere in primo piano studenti, arte e patrimonio si è così affiancata al confronto politico in corso tra i due presidenti.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere