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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Parigi, la protesta degli studenti sfida il governo: oggi cortei e tensioni

Decine di migliaia di giovani attese nella capitale, con il sostegno dei sindacati e un imponente dispositivo di sicurezza dopo giorni di scontri e blocchi

Un movimento nato fuori dai consueti schemi delle mobilitazioni scolastiche si prepara a vivere una nuova giornata di protesta in Francia. Il sociologo Olivier Galland, direttore di ricerca emerito presso il CNRS, lo ha definito «più spontaneo e più dirompente» perché non è partito da una riforma dell’istruzione o da un provvedimento rivolto ai giovani.

Per oggi, 6 ottobre, sono attesi tra 20 mila e 40 mila manifestanti a Parigi. L’appuntamento arriva dopo settimane di occupazioni, cortei e tensioni in numerose città del Paese.


Parigi teme nuovi focolai

Le autorità hanno predisposto circa 2.000 tra agenti di polizia e gendarmi per sorvegliare il corteo. L’attenzione è rivolta anche a possibili raduni spontanei, convocati in diversi punti della capitale senza una comunicazione preventiva alla prefettura.

Dall’avvio della mobilitazione sono stati registrati 215 feriti tra gli studenti e 715 tra gli appartenenti alle forze dell’ordine, secondo i dati forniti dal governo. Più di 5.000 persone, in larga parte minorenni, sono state fermate; l’Ispettorato generale della polizia nazionale ha inoltre aperto dieci indagini interne.


Scuole bloccate e rabbia crescente

La protesta riguarda soprattutto le condizioni degli istituti: gli studenti contestano aule degradate, edifici inadatti alle alte temperature, classi troppo affollate, orari pesanti e la mancata sostituzione degli insegnanti assenti, un problema particolarmente sentito nei quartieri popolari.

Lunedì le lezioni risultavano interrotte in 589 dei 3.700 licei francesi, in calo rispetto agli quasi 800 istituti interessati venerdì. Nello stesso giorno, l’Union étudiante indicava 32 università e circa trenta sedi accademiche sottoposte a blocco. A Lens, nel nord del Paese, un quindicenne ha perso una mano dopo aver raccolto una granata stordente lanciata durante l’intervento degli agenti.

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I sindacati entrano nella mobilitazione

Quella di oggi è considerata il terzo atto di una protesta comparsa a metà settembre nella regione parigina e poi diffusasi nel resto della Francia. A Parigi, Lione, Marsiglia e in una trentina di altre città scenderanno in strada anche le organizzazioni sindacali dell’istruzione, tra cui FSU, CGT, FO, CFDT, Unsa, Sud e Solidaires.

Sophie Binet, responsabile della CGT, ha annunciato: «I militanti della CGT saranno presenti per proteggere gli studenti». Eloïse Lefebvre-Milon, dell’Union étudiante, ha invece invitato a estendere i blocchi a tutti i luoghi di studio, con l’obiettivo di unire liceali, universitari e lavoratori di altri comparti. Alla mobilitazione ha aderito anche la Confédération paysanne, che ha chiesto agli agricoltori di partecipare con i trattori.


Una crisi che supera la scuola

Le manifestazioni si inseriscono in un quadro politico e sociale già teso, a poco più di sei mesi dalle elezioni presidenziali. Tra i temi che alimentano il malcontento figurano anche l’aumento dei prezzi dei carburanti e il consenso attribuito dai sondaggi a Marine Le Pen.

I sindacati accusano l’esecutivo di reagire con una repressione eccessiva. Il governo, invece, mantiene una linea dura contro gli episodi violenti e ne attribuisce la responsabilità a La France Insoumise, che ha condannato i danneggiamenti criticando però la riduzione dell’intero movimento ai soli atti vandalici. Il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray ha riconosciuto l’esistenza di una generazione che si sente esclusa dalle decisioni che incidono direttamente sulla sua vita.

Molti cortei si sono svolti senza incidenti, ma in altre occasioni il confronto con la polizia è degenerato. Madeleine, studentessa intervistata mentre partecipava al blocco del proprio istituto a Lille, ha sintetizzato il sentimento di una parte dei manifestanti: «Gli studenti delle scuole superiori non sanno più come farsi ascoltare».

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