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Attualità 1 min di lettura51 min fa

Paraguay, imputato l'ex presidente Santiago Peña per il crac Ueno

La Procura contesta un ruolo nelle decisioni sui fondi pubblici e previdenziali depositati presso l’istituto bancario

La Procura Generale del Paraguay ha formalizzato le accuse contro l’ex presidente Santiago Peña nell’inchiesta sul dissesto di Ueno Bank. Nei suoi confronti sono state confermate anche la custodia cautelare in carcere e le misure patrimoniali sui beni e sulle disponibilità finanziarie.

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Le accuse della Procura

Il provvedimento contesta a Peña l’«abuso di fiducia in qualità di istigatore» e la «cattiva gestione a fini personali in qualità di autore materiale». Le imputazioni sono riportate in una nota della magistratura, che ha riepilogato anche gli elementi raccolti durante le indagini.

Il documento sostiene che l’ex capo dello Stato avrebbe avuto una partecipazione attiva nelle decisioni riguardanti il deposito, il rinnovo e la permanenza di fondi pubblici e previdenziali presso Ueno Bank. Tali scelte sarebbero state assunte mentre Peña ricopriva la carica di presidente della Repubblica.


Arresto e beni sotto sequestro

Per l’ex presidente restano in vigore gli arresti cautelari in carcere. La magistratura ha inoltre disposto il blocco di beni, conti correnti, depositi, investimenti e di eventuali altre attività finanziarie riconducibili all’indagato.

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Le misure patrimoniali sono state confermate insieme alle imputazioni formalizzate sabato 7 novembre. La nota non indica, nel testo disponibile, un valore complessivo dei beni o delle somme interessate dall’embargo.


I rapporti con Ueno Bank

Tra gli elementi probatori citati dagli investigatori figura la partecipazione azionaria di Peña in Ueno Holding, il gruppo societario collegato alla banca. La Procura ha preso in esame anche le operazioni successive relative a quelle quote.

L’inchiesta considera inoltre alcuni incontri tra Peña e funzionari dell’Istituto di Previdenza Sociale, l’Ips. Secondo la ricostruzione della magistratura, durante quelle riunioni sarebbero state affrontate decisioni sugli investimenti in strumenti finanziari emessi da Ueno Bank.

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