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Attualità 2 min di lettura44 min fa

Asti, tre calciatori condannati: sostegno dagli ex compagni

Il tribunale ha disposto pene fino a quattro anni e due mesi e 60mila euro di risarcimento

Il tribunale di Asti ha condannato in primo grado Fausto Perseu, Alessio Rosa e Jesus Christ Mawete per violenza sessuale di gruppo ai danni di una studentessa universitaria.

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Il video nella chat della squadra

Gli accertamenti hanno stabilito che gli abusi, avvenuti il 31 maggio 2025, sono stati registrati con un telefono e poi inviati nella conversazione WhatsApp della squadra, chiamata «We are champs». Nel gruppo, al quale partecipavano numerosi calciatori, il filmato ha provocato battute e commenti volgari, senza reazioni di dissenso.

Tra i messaggi sono comparsi riferimenti ai «torelli del giovedì», allo «scambio di casacche» e altri incitamenti. Secondo gli elementi raccolti nell’inchiesta, nessuno degli atleti presenti nella chat ha contestato quanto accaduto quella notte.


La solidarietà degli ex compagni

Dopo la sentenza, diversi amici e compagni di spogliatoio dell’Ac Bra hanno pubblicato messaggi a sostegno dei tre calciatori. I post sono stati rilanciati dagli stessi condannati e hanno messo in discussione la decisione dei giudici; nei contenuti condivisi non è comparso un messaggio di vicinanza alla giovane.

L’ex capitano ha pubblicato una fotografia della squadra sostenendo di avere ascoltato molte ricostruzioni false sul caso. Ha aggiunto che, nel suo ruolo, non avrebbe mai ritenuto possibile un comportamento simile da parte di un componente del gruppo e ha scritto: «Siamo sempre stati una squadra, oggi lo siamo più che mai».

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Un altro ex compagno ha definito ingiusta la decisione di primo grado e ha ribadito il proprio appoggio agli imputati. In un ulteriore messaggio, un atleta ha spiegato di non riconoscere nei fatti contestati le persone con cui aveva condiviso stagioni, trasferte e vita quotidiana, concludendo: «Forza ragazzi. Sempre dalla vostra parte».


Le condanne e i fatti contestati

Le pene inflitte arrivano a quattro anni e due mesi di reclusione. Il giudice Victoria Dunn ha stabilito inoltre un risarcimento complessivo di 60mila euro nei confronti della studentessa.

La vicenda risale alla notte dei festeggiamenti per la promozione in Serie C. La ragazza, resa vulnerabile dall’alcol, si trovava nell’abitazione condivisa dai calciatori. Agli investigatori e al suo avvocato Luca Cavallo ha raccontato di avere cercato di salvarsi fingendosi morta.

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