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Attualità 2 min di lettura37 min fa

Papa Leone XIV, cosa diranno i prossimi esami sul recupero

Lo pneumologo Claudio Micheletto considera incoraggianti le dimissioni, ma lega la prognosi ai risultati dell’istologico e al controllo dei linfonodi.

Il percorso di sorveglianza potrebbe comprendere esami radiologici ripetuti, con una Tac ogni 3-6 mesi come una delle ipotesi per verificare l’evoluzione del quadro clinico. Tempi e frequenza, tuttavia, saranno stabiliti dall’équipe che segue Papa Leone XIV sulla base dei risultati degli accertamenti e delle sue condizioni.

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Linfonodi decisivi per la prognosi

A orientare le prossime decisioni sarà soprattutto l’esame istologico sui campioni prelevati durante l’intervento. L’attenzione dei medici si concentrerà in particolare sui linfonodi, per capire se il tumore abbia coinvolto queste strutture.

«Sarà importante conoscere l’esito dell’esame dei linfonodi, per verificare l’eventuale presenza di cellule tumorali», ha spiegato Claudio Micheletto, direttore dell’Unità operativa complessa di Pneumologia dell’azienda ospedaliera universitaria di Verona e componente del direttivo dell’Associazione italiana pneumologi ospedalieri. Se i linfonodi non presenteranno cellule maligne, il quadro potrà essere considerato più favorevole; spetterà comunque agli specialisti definire il programma di controlli successivo.


Le dimissioni danno fiducia

Il fatto che il Pontefice abbia lasciato il Policlinico Gemelli dopo cinque giorni viene interpretato dallo pneumologo come un indicatore positivo dell’andamento postoperatorio. «È un ottimo segnale, vuol dire che è andato tutto bene», ha osservato Micheletto parlando delle dimissioni.

Un altro elemento favorevole è la rimozione dei tubi di drenaggio, impiegati per eliminare aria e liquidi dalla cavità toracica. Secondo l’esperto, anche questo passaggio suggerisce che la ripresa sta procedendo, pur rendendo necessari ulteriori controlli nelle settimane successive.

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Camminare aiuta la respirazione

Dopo un’operazione al polmone, una delle priorità consiste nel consentire all’organo di tornare alla sua piena espansione. Durante la procedura una parte del polmone si affloscia temporaneamente e deve poi recuperare la propria funzionalità; i tempi possono cambiare sensibilmente da una persona all’altra.

La riabilitazione non passa soltanto da esercizi respiratori strutturati. Anche una ripresa graduale del movimento può sostenere il recupero: «Camminare rappresenta una forma di riabilitazione, perché favorisce il recupero della funzionalità respiratoria», ha chiarito lo pneumologo.


L’intervento e il fattore clinico

Papa Leone XIV era stato ricoverato per l’asportazione di un adenocarcinoma, una forma maligna localizzata nel polmone destro. L’operazione si è svolta martedì 13 ottobre, mentre la successiva permanenza ospedaliera si è conclusa dopo cinque giorni.

Nella valutazione di Micheletto pesa inoltre l’assenza, per quanto noto, di malattie respiratorie croniche. Il riferimento è alla broncopneumopatia cronica ostruttiva, patologia che può limitare la respirazione e rendere più impegnativo il recupero dopo un intervento toracico.

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