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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Bassetti passa al contrattacco: tre anni di insulti sotto esame

Un’agenzia digitale e i legali del medico stanno identificando gli autori degli attacchi sui social per valutare azioni civili e penali

La nuova offensiva di Matteo Bassetti punta a ricostruire tre anni di aggressioni ricevute sui social. Il medico ha incaricato una società specializzata di esaminare commenti e messaggi, affiancandola al lavoro dei suoi avvocati per risalire agli autori degli insulti rivolti a lui e alla sua famiglia.

L’obiettivo è preparare richieste di risarcimento in sede civile e, quando ci saranno i presupposti, anche denunce penali. La decisione arriva dopo l’ennesima ondata di commenti ostili legati alle sue posizioni su vaccini e salute pubblica.

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La stretta dopo gli ultimi attacchi

L’annuncio è arrivato attraverso un messaggio pubblicato su Instagram, accompagnato dall’immagine di una vettura di Formula 1. Bassetti ha avvertito che nelle prossime settimane potrebbero partire diverse iniziative giudiziarie contro chi ha utilizzato la rete per insultarlo o minacciarlo.

«Internet non è una zona franca. Le parole hanno conseguenze e ognuno deve assumersi le proprie responsabilità», ha scritto il direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale policlinico San Martino di Genova. Il medico ha aggiunto, con riferimento ai possibili risarcimenti, che un giorno potrebbe riuscire a mettere una Ferrari nel proprio giardino, ribadendo di voler tutelare anche i familiari.


Il caso del video sul vaccino

A spingere Bassetti verso questa iniziativa è stato soprattutto il trattamento ricevuto dopo la pubblicazione di un video in cui raccontava di essersi sottoposto alla vaccinazione antinfluenzale. I commenti sono diventati così offensivi da costringerlo a disattivarli.

Nel suo intervento il medico ha chiamato in causa la politica, in Italia come all’estero, accusandola di avere trasformato troppo spesso i vaccini in terreno di scontro durante e dopo l’emergenza Covid. Secondo Bassetti, quella contrapposizione avrebbe alimentato diffidenza verso la scienza, disinformazione e ostilità nei confronti di chi decide di vaccinarsi. La sua richiesta è di riportare le evidenze scientifiche al centro del dibattito, senza associarle a uno schieramento politico.

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Il precedente già approdato in aula

La decisione si colloca inoltre a poca distanza da un’udienza predibattimentale relativa a quattro persone accusate di diffamazione aggravata. I fatti contestati risalgono all’aprile 2022, quando sul canale Telegram «Nicola Franzoni», allora collegato alle proteste contro i vaccini, erano comparsi insulti e minacce rivolti al medico.

Tra le espressioni contestate figuravano accuse pesanti e l’avvertimento che qualcuno sarebbe andato a prenderlo. Il giudice ha prosciolto gli imputati riconoscendo la particolare tenuità del fatto; per uno di loro, invece, il reato si è estinto dopo una condotta riparatoria accompagnata dal pagamento di mille euro.


La strada del risarcimento resta aperta

L’esito penale non impedisce a Bassetti di chiedere una valutazione economica dei danni davanti al giudice civile. È proprio su questo terreno che il medico intende ora concentrare la nuova attività di ricerca affidata all’agenzia e ai professionisti che lo assistono.

«È finita la pacchia per gli haters», ha dichiarato Bassetti presentando la sua iniziativa. La verifica riguarderà i contenuti pubblicati negli ultimi tre anni e dovrà distinguere gli attacchi potenzialmente perseguibili dalle semplici critiche, così da individuare i casi per i quali procedere legalmente.

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