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Attualità 2 min di lettura15 min fa

Francia sotto pressione: 166 fermi e scontri nelle città, cosa sta succedendo

La mobilitazione del 17 ottobre unisce studenti e gilet gialli contro il carovita, mentre a Parigi la polizia interviene e il bilancio dei fermi continua a salire.

Il bilancio della mobilitazione nazionale francese è già pesante: 32.800 persone sono scese in strada e 166 sono state fermate, secondo i dati diffusi dal governo. La giornata, nata dall’incontro tra protesta studentesca e ritorno dei gilet gialli, è stata segnata da scontri, cortei non autorizzati e azioni contro obiettivi considerati simbolici.

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Parigi, la tensione sale rapidamente

Nella capitale le forze dell’ordine hanno disperso due gruppi non autorizzati. Il primo, composto da circa cento persone, si era radunato nei pressi della Gare du Nord prima di dirigersi verso rue du Faubourg Saint-Denis; il secondo era formato da un centinaio di studenti delle scuole superiori riuniti in rue de Rennes.

A Place de la République, dove era previsto l’avvio del corteo delle 14 lungo il Boulevard Magenta fino a Place de Clichy, la polizia ha utilizzato gas lacrimogeni. In mattinata sono state segnalate anche cariche e colpi di manganello per allontanare alcuni manifestanti; un uomo è comparso con una ferita alla testa e il volto insanguinato.


CNews nel mirino dei manifestanti

Tra i primi episodi della giornata c’è stato il blitz contro la sede di CNews. Circa cento persone hanno impedito l’accesso agli uffici e hanno lanciato oggetti contro le vetrate, provocando danni. L’emittente è stata indicata dai manifestanti come un organo di informazione vicino a posizioni ritenute ostili al movimento.

Alle 11 il bilancio provvisorio parlava di 61 fermi e 589 controlli preventivi. Ventuno degli arresti riguardavano proprio l’azione contro CNews, emittente di proprietà di Vincent Bolloré, descritta dai manifestanti come la «Fox News francese». In seguito, il numero complessivo dei fermi in tutto il Paese è salito a 166.

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Scontri anche fuori dalla capitale

Incidenti sono stati registrati anche a Lione e Marsiglia. Le autorità hanno inoltre segnalato episodi a Rennes, Tolosa e Angers, attribuendoli in parte a gruppi incappucciati organizzati in blocchi neri. Tra le azioni contestate figurano tentativi di saccheggio, aggressioni agli agenti, incendi di arredi urbani e attacchi contro sedi istituzionali e mezzi d’informazione.

Il ministero dell’Interno ha descritto la mobilitazione come particolarmente intensa e ha sostenuto che una componente dell’estrema sinistra puntasse soprattutto a provocare disordini. In un video diffuso durante le proteste, alcuni manifestanti hanno scandito uno slogan contro Emmanuel Macron: «Luigi XVI, Luigi XVI, lo abbiamo decapitato; Macron, Macron, ricominceremo».


Carovita e precarietà al centro

La protesta nasce dal malcontento per l’aumento del costo della vita e dalle difficoltà economiche e abitative che colpiscono soprattutto i giovani. A queste rivendicazioni si somma la contestazione dei gilet gialli, tornati a denunciare la perdita del potere d’acquisto e le scelte economiche del governo.

L’obiettivo della giornata è riunire mobilitazioni diverse attraverso cortei, presidi e iniziative improvvise in più città francesi. L’elevato dispiegamento delle forze dell’ordine riflette il timore di nuove violenze mentre, a Parigi, il corteo pomeridiano resta il principale appuntamento della mobilitazione.

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