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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Papa Leone, il nodulo al polmone: cosa si sa sull’intervento

Il Pontefice è stato ricoverato al Gemelli per la rimozione di una lesione individuata in fase iniziale: previsto circa una settimana di degenza.

Quando un tumore polmonare viene riconosciuto molto presto, l’operazione può diventare il trattamento decisivo e, nei casi più favorevoli, può essere sufficiente da sola, con successivi controlli. A spiegarlo è Massimo Di Maio, presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica, intervenuto sulle condizioni di Papa Leone XIV.

L’esperto invita però alla prudenza: la definizione di nodulo circoscritto non consente di stabilirne la natura e l’intervento già fissato lascia pensare che i medici abbiano già elementi emersi dagli accertamenti. Senza un quadro clinico completo, tuttavia, non è possibile formulare conclusioni.

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Cosa può indicare un nodulo

La scoperta di una formazione nel polmone avviene spesso per caso, durante esami richiesti per altri problemi, come un’infiammazione o una bronchite. Una tomografia computerizzata del torace può così mettere in evidenza un’area che in precedenza non era stata rilevata.

La decisione di procedere con ulteriori verifiche dipende da vari elementi: grandezza, caratteristiche osservate nelle immagini, eventuale aumento nel tempo e condizioni generali della persona. I noduli più piccoli possono essere seguiti con controlli periodici; quando le dimensioni o l’aspetto lo rendono necessario, si ricorre ad accertamenti più approfonditi, tra cui la biopsia. Anche un diametro vicino o superiore al centimetro può richiedere una valutazione specifica.

La presenza di un nodulo, ha chiarito Di Maio, non equivale automaticamente alla diagnosi di un tumore maligno. In caso di malattia individuata allo stadio iniziale, la chirurgia può comunque offrire una possibilità concreta di cura.


Il ricovero al Gemelli

Papa Leone è arrivato al Policlinico Gemelli di Roma il 12 ottobre ed è stato accolto da fedeli, personale sanitario e pazienti. Il ricovero è stato disposto per rimuovere il nodulo polmonare, descritto dal Vaticano come “circoscritto” e rilevato durante un controllo di routine.

L’intervento è previsto nelle prossime ore e sarà eseguito dall’équipe guidata da Stefano Margaritora, responsabile della struttura di chirurgia toracica del Policlinico universitario Agostino Gemelli. Il medico è anche professore ordinario di chirurgia toracica, dirige la relativa scuola di specializzazione all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma ed è specializzato nelle tecniche mini-invasive, comprese quelle toracoscopiche e robotiche.

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Per il periodo successivo all’operazione è stata stimata una permanenza di circa sette giorni. Il Pontefice alloggerà al decimo piano, nel reparto destinato ai pazienti solventi, ma non nella stanza utilizzata da Papa Francesco: quell’ambiente è infatti interessato da lavori di ristrutturazione.


Udienze sospese, autorità confermata

Il ricovero ha imposto una revisione del calendario papale. La Prefettura della Casa Pontificia ha comunicato la cancellazione delle udienze fino a martedì 20 ottobre, in attesa che Leone possa riprendere gradualmente i suoi impegni.

Durante la convalescenza il Papa conserverà comunque tutte le prerogative legate alla guida della Chiesa cattolica. Il diritto canonico non prevede la designazione di un sostituto quando il Pontefice è sottoposto a un intervento o attraversa una fase temporanea di indisponibilità; nel frattempo, la Curia romana continuerà a gestire l’ordinaria amministrazione.

Il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, ha riferito di aver visto Leone il giorno precedente e lo ha descritto come sereno. A margine di un incontro dedicato a Papa Luciani, ha aggiunto: “Nessuno se lo aspettava, queste cose prese in tempo si risolvono”. Parolin ha ammesso la propria preoccupazione, ma ha sottolineato che il problema è stato individuato rapidamente e che il Pontefice gode di grande sostegno.

Leone aveva annunciato personalmente la situazione al termine dell’Angelus della domenica precedente: “I medici mi hanno trovato un nodulo circoscritto al polmone. È stato individuato in una fase molto iniziale e ben localizzato”. Dopo quelle parole, il portavoce vaticano Matteo Bruni aveva indicato l’inizio della settimana successiva come periodo previsto per l’operazione, confermando una degenza postoperatoria di circa sette giorni.

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