Palermo, allarme sicurezza per La Vardera: ora scattano le audizioni
La commissione antimafia siciliana vuole verificare presenze e controlli nell’appalto degli ospedali cittadini, mentre cresce la preoccupazione per le possibili ritorsioni contro il deputato
La vicenda degli appalti ospedalieri palermitani entra al centro dell’attività della commissione antimafia regionale. Dopo l’audizione di Ismaele La Vardera, il presidente Antonino Cracolici ha annunciato un approfondimento istituzionale sui rapporti di parentela e sulle presunte vicinanze ad ambienti mafiosi riferite ad alcuni lavoratori impiegati nei servizi degli ospedali cittadini.
La denuncia ha avuto anche una conseguenza sul piano della sicurezza personale del deputato. Familiari di vittime di mafia, esponenti della società civile e rappresentanti del movimento Controcorrente hanno chiesto alle autorità di rafforzare la protezione assegnata a La Vardera, ritenendo concreto il rischio di possibili intimidazioni.
La protezione del deputato diventa un caso
Sonia e Francesco Alfano, Piera Ajello, Angela Ogliastro, Elisa Enea, Monica Iannì, Roberta Iannì, Liliana Iannì, Antonio Zangara e l’ex magistrato Antonio Ingroia hanno scritto al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, al direttore dell’Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale Alberto Pazzanese e al prefetto di Palermo Massimo Mariani. Nella richiesta sollecitano una revisione urgente delle misure destinate al parlamentare regionale.
Secondo i firmatari, il livello di minaccia sarebbe “decisamente grave per la sua incolumità”. La lettera sottolinea inoltre che un’eventuale azione armata contro un mezzo ordinario, non adeguatamente attrezzato, potrebbe lasciare alla scorta possibilità molto limitate di reazione o di allontanamento. Il caso era stato rilanciato anche dalla trasmissione televisiva Lo Stato delle cose, condotta da Massimo Giletti e trasmessa su Rai 3 il 28 settembre.
Nel mirino l’appalto di Rekeep
L’indagine parlamentare riguarderà innanzitutto Rekeep, società con sede a Bologna, già denominata Manutencoop F.M. Spa, che dal 2021 gestisce il servizio di sanificazione e pulizia del complesso ospedaliero Villa Sofia-Cervello. La commissione intende ricostruire le modalità con cui sono stati selezionati, assorbiti e impiegati i lavoratori indicati nella denuncia.
Tra le persone citate da La Vardera figurano Antonella Serio e Rossella Leonardi, alle quali sarebbero state affidate attività di riferimento e affiancamento. Serio, già dipendente Dussmann fino al 2021 e senza precedenti penali, è indicata come sorella di Mimmo e Nunzio, detenuti per associazione mafiosa, e di Giuseppe Serio, tornato recentemente libero dopo una condanna per lo stesso reato. Nella società lavorerebbero anche Francesco Serio, figlio di Giuseppe, e la moglie.
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Leonardi, anch’essa incensurata, è invece la consorte di Tommaso Nicolicchia, condannato in appello dal Tribunale di Palermo a 15 anni e 20 giorni per la partecipazione al mandamento di Brancaccio. La ricostruzione richiama anche la figlia di Salvatore Peritore, descritto come vicino a Fausto Seidita e attivo nell’area mafiosa della Noce, oltre a Gaspare Borzellino, indicato come responsabile operativo di gruppo e compagno di Rosa Genova, figlia di Salvo Genova, già esponente di vertice del mandamento di Resuttana e arrestato nel 2023 per mafia.
La Regione prepara le verifiche
La commissione ascolterà Renato Schifani, Marcello Caruso, assessore regionale alla Salute, i dirigenti generali dei settori coinvolti e il responsabile regionale per la prevenzione della corruzione e la trasparenza. Non è esclusa, inoltre, una convocazione dei rappresentanti di Rekeep.
L’obiettivo dichiarato è esaminare l’intero quadro e capire se i meccanismi regionali di controllo e trasparenza siano stati applicati in modo efficace. Nella nota della commissione si parla di acquisire informazioni sulle procedure e sulle garanzie predisposte per assicurare correttezza nell’azione amministrativa.
Caruso ha già fatto sapere che avvierà gli accertamenti. Anche Rekeep ha annunciato verifiche, precisando che le persone richiamate nella vicenda sarebbero state inserite nell’organico in continuità con il precedente affidamento.
La Vardera ha poi ricordato che, in passato, tra gli addetti della società comparivano anche Fausto Seidita, soprannominato “il lungo”, e Maurizio Caiolo. Seidita è stato arrestato nel dicembre 2025 dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, che lo ritiene capo dell’area mafiosa della Noce e del gruppo di Cruillas. Caiolo, invece, era stato fermato nel dicembre 2020 con l’accusa di avere nascosto 50 chilogrammi di hashish in un deposito interno all’Ospedale Civico. Nella stessa indagine erano comparsi anche Andrea Seidita, Emanuele Prestifilippo e Francesco Greco, ritenuti collegati ai vertici dell’area di Ciaculli.
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