Migranti, Gere riapre il duello con Salvini: la risposta
L’attore chiede una gestione dei flussi rispettosa dei diritti umani, mentre il leader della Lega lo accusa di intervenire dall’alto del suo benessere
Il nuovo confronto tra Richard Gere e Matteo Salvini nasce da un filmato dedicato alla questione migratoria, ma riporta alla luce anche il duro precedente del 2019. L’attore ha scelto di intervenire con un messaggio pubblicato sui canali di ActionAid; il leader della Lega gli ha risposto con toni polemici, contestandogli il diritto di dare indicazioni all’Italia.
Al centro del video c’è la richiesta di abbandonare politiche che, secondo Gere, trasformano le persone in semplici numeri o in una minaccia. La replica di Salvini è arrivata attraverso Instagram, accompagnata da un riferimento al processo legato alla vicenda Open Arms.
Gere rilancia l’allarme sui diritti
Nel filmato realizzato per ActionAid, Gere sostiene che i flussi migratori debbano essere affrontati senza comprimere il diritto d’asilo né considerare la tutela dei diritti umani un intralcio. L’attore richiama inoltre l’attenzione sulle famiglie che cercano protezione e critica i costi sociali delle strategie basate soprattutto sulla deterrenza.
Il messaggio si collega al rapporto “Espulsioni”, elaborato da ActionAid insieme all’Università degli Studi di Bari. Il documento segnala che nel 2025 i Centri di permanenza per i rimpatri italiani hanno accolto 6.835 persone, ma soltanto il 25,3% è stato poi rimpatriato. La posizione dell’organizzazione è riassunta così: «Più detenzione non significa più rimpatri».
La replica di Salvini divide ancora
Salvini ha ripubblicato il contenuto dell’attore e ha contestato sia le sue parole sia il precedente coinvolgimento nella vicenda giudiziaria sui migranti. Nel suo messaggio ha ricordato la disponibilità manifestata da Gere a testimoniare contro di lui e ha definito l’attore una persona benestante estranea alle difficoltà affrontate dall’Italia.
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La conclusione del leader leghista è stata netta: «Caro radical chic che vive nel lusso, continua a fare l’attore (peraltro bravo) ma evita di dare lezioni non richieste agli Italiani». Salvini ha inoltre respinto l’idea che la mancata accoglienza di tutti i migranti possa essere interpretata come una prova di razzismo.
Lo scontro iniziò nell’estate 2019
Il rapporto tra i due era già diventato conflittuale nell’estate del 2019, quando Gere si schierò a sostegno di Open Arms, coinvolta nei blocchi delle navi disposti dal governo italiano allora guidato dalla coalizione giallo-verde. In quel periodo Salvini era ministro dell’Interno e aveva impedito lo sbarco di 147 migranti.
Per quella decisione il leader della Lega era stato accusato di sequestro di persona e omissione di atti d’ufficio, reati dai quali è stato successivamente assolto. Gere salì a bordo della nave dell’organizzazione non governativa per portare aiuto alle persone soccorse e disse di essere pronto a intervenire nel procedimento come testimone.
La sua deposizione, tuttavia, non si è mai svolta: l’attore non riuscì a raggiungere l’Italia. A distanza di anni, il video realizzato con ActionAid ha riacceso il confronto pubblico tra i due, riportando al centro sia la gestione dei rimpatri sia il tema delle condizioni di accoglienza.
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