Ferrara, il palazzo ritrovato diventa un nuovo polo culturale Bper
Palazzo Barbantini-Koch riapre alla città dopo il recupero: ospiterà una collezione permanente, mostre e l’archivio storico della banca.
Ferrara recupera uno dei suoi edifici più rappresentativi e lo trasforma in un luogo dedicato all’arte e alla memoria cittadina. Palazzo Barbantini-Koch, costruito nei primi anni del Novecento per accogliere la Cassa di Risparmio di Ferrara, è stato riaperto dopo un intervento di restauro e adeguamento funzionale e ospiterà il Polo Culturale di Ferrara de La Galleria Bper.
L’inaugurazione si è svolta il 6 ottobre con esponenti di Bper, istituzioni locali e realtà culturali del territorio. Il progetto è stato sviluppato insieme al Comune di Ferrara, alla Fondazione di Ferrara e alla Soprintendenza, con l’obiettivo di restituire alla comunità un edificio in cui convivono opere d’arte, documenti e testimonianze della storia locale.
Un edificio torna alla comunità
Il piano nobile accoglie il percorso permanente, mentre altri ambienti saranno utilizzati per esposizioni temporanee e attività legate alla valorizzazione dell’Archivio storico Bper. L’intero progetto mette in relazione la storia della banca con l’evoluzione culturale, economica e sociale della città.
“Con il Polo Culturale di Ferrara Bper compie un nuovo passo nel percorso di valorizzazione della propria storia e del legame con i territori”, ha dichiarato il presidente Fabio Cerchiai. Secondo il presidente, rendere accessibile questo patrimonio significa trasformare la memoria in uno strumento di conoscenza, partecipazione e incontro.
Anche Marco Gulinelli, assessore alla Cultura del Comune di Ferrara, ha sottolineato il valore dell’apertura. A suo giudizio, il palazzo potrà diventare uno spazio per ricerca, formazione e confronto, rafforzando la rete dei luoghi culturali già presenti in città.
Una raccolta in 18 sale
La mostra permanente, curata da Lucia Peruzzi e Luciano Rivi, si intitola “Uno scrigno di storia. Arte a Ferrara tra passato e presente”. Il percorso occupa 18 sale e circa 760 metri quadrati, con 135 opere tra dipinti, sculture, disegni e stampe.
Il progetto riunisce il patrimonio proveniente dalla collezione dell’ex istituto ferrarese con opere appartenenti ad altre raccolte artistiche di Bper. Il viaggio attraversa un arco temporale compreso tra il Rinascimento e il Novecento, seguendo sia lo sviluppo dell’arte sia le vicende del collezionismo bancario locale.
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Tra i lavori esposti figurano l’Allegoria del Buon governo di Gaspare Venturini, realizzata in origine per il Camerino dei Libri voluto da Cesare d’Este a Palazzo dei Diamanti, e il Ritratto di Gabriele Tadino di Tiziano e bottega. La selezione comprende inoltre opere legate a Gaetano Previati, Giuseppe Mentessi, Filippo de Pisis, Achille Funi, Arrigo Minerbi e Jules Pierre Van Biesbroeck.
L’archivio racconta Ferrara
Accanto ai dipinti, il pubblico potrà consultare e conoscere una parte significativa della documentazione conservata dall’Archivio storico Bper. Il patrimonio comprende serie amministrative e contabili che risalgono al 1838 e si estende per quasi 570 metri lineari.
Questi materiali non ricostruiscono soltanto l’attività dell’istituto, ma permettono di seguire i cambiamenti urbanistici, produttivi, sociali e culturali attraversati da Ferrara nel tempo. Nella Sala del Consiglio, fotografie, progetti, documenti e strumenti digitali confluiscono nel racconto multimediale “I Palazzi Testimoni di Bper”, dedicato alla storia degli edifici legati alla banca.
Un progetto pensato per vivere
Marcella Zappaterra, consigliera della Regione Emilia-Romagna, ha definito l’apertura un’occasione per rimettere in circolo un patrimonio cittadino attraverso mostre, percorsi didattici e attività di ricerca. Ha inoltre evidenziato la necessità che Palazzo Barbantini-Koch non resti soltanto un luogo da visitare, ma diventi uno spazio frequentato da residenti, scuole, studenti e turisti.
Per Riccardo Maiarelli, presidente della Fondazione di Ferrara, il palazzo passa da sede amministrativa a presidio culturale accessibile. La Fondazione ha annunciato anche la firma di un accordo con Bper e il prossimo trasferimento della propria sede nell’edificio, con l’intenzione di partecipare alla gestione e alle iniziative del nuovo polo.
Con Ferrara salgono a tre i Poli Culturali Bper aperti al pubblico, ha spiegato Sabrina Bianchi, responsabile del Patrimonio Culturale de La Galleria Bper. Cecilia Bavera, direttrice regionale Emilia Est–Romagna di Bper, ha invece rimarcato il ruolo della banca nel sostenere attività capaci di creare nuove occasioni di dialogo con il territorio.
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