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Attualità 4 min di lettura1 ora fa

Ottobre, la mappa delle fughe: cervi, boschi e tavole in festa

Tra Valtellina, Valle d’Aosta, Alto Adige e Trentino, l’autunno invita a camminare tra foliage, tradizioni gastronomiche, feste del raccolto e panorami alpini.

Il foliage, le sagre dedicate ai prodotti del territorio e le passeggiate nei boschi sono tra i motivi migliori per organizzare una gita fuori porta a ottobre. Le temperature ancora miti e la luce più morbida rendono piacevoli anche le escursioni all’aperto, mentre borghi e vallate celebrano l’arrivo della stagione del raccolto.


Cammini tra valli e silenzi

Per chi cerca soprattutto tranquillità, La Via delle Valli propone un itinerario esteso da Madonna di Campiglio al Lago d’Idro, attraversando le Dolomiti di Brenta, i ghiacciai dell’Adamello e oltre 50 valli alpine. Il percorso si ispira all’idea di “Wandern”, cioè a un modo di camminare legato alla tradizione romantica tedesca e alla ricerca di un rapporto più consapevole con il paesaggio.

La rete comprende numerosi tracciati, con lunghezze e difficoltà differenti. Lungo i percorsi, i punti di partenza e di arrivo sono indicati da cartelli dotati di codice e timbro, da registrare su una credenziale anche digitale; al termine di ogni cammino si può ottenere un “Sigillo” come ricordo dell’esperienza. Tra le proposte più semplici figura un itinerario nel Parco Naturale Adamello Brenta, al cospetto del Crozzon di Brenta, accompagnato dal rumore di torrenti e cascatelle.


Foliage e sapori d’autunno

Ottobre trasforma i paesaggi italiani in una successione di tonalità accese: il giallo delle foglie, il rosso dei faggi, il bronzo dei boschi e l’oro dei larici. Il mutamento della vegetazione non offre soltanto uno spettacolo visivo, ma racconta anche l’altitudine e la varietà delle specie presenti, creando scenari adatti a mostre e iniziative all’aperto.

Nel Parco Regionale dei Castelli Romani, a poca distanza da Roma, il “Museo diffuso nel bosco” unisce natura e cultura attraverso un’esposizione inserita nel paesaggio. L’autunno porta inoltre feste paesane e appuntamenti gastronomici dedicati alle primizie, ai frutti del sottobosco e alle specialità che segnano il passaggio dalla stagione estiva a quella più fredda.


Tra cervi e borghi alpini

In Valtellina, i boschi assumono colori caldi e diventano lo scenario per escursioni dedicate all’ascolto del bramito dei cervi. Il richiamo profondo dei maschi, tipico del periodo degli amori, accompagna le uscite nella natura e aggiunge alla passeggiata un elemento faunistico particolarmente suggestivo.

La montagna valtellinese si può scoprire anche attraverso la cucina. A Teglio, località considerata un riferimento per la gastronomia della valle, il Pizzocchero d’Oro e Weekend del Gusto proseguono tutti i weekend fino al 29 novembre, con piatti legati alle produzioni locali e alla stagionalità.

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La Valle d’Aosta offre invece un volto diverso dall’immagine invernale associata alla neve. Faggi dai colori intensi, larici dorati e pendii che cambiano aspetto con l’aumentare della quota circondano il Monte Rosa, ancora in attesa delle prime nevicate.

In Val d’Ayas, il sentiero che parte dal villaggio di Mandrou conduce verso il Lago Lochien, piccolo specchio d’acqua situato a 2.277 metri. Il percorso permette di osservare il graduale diradarsi del bosco, fino al passaggio verso l’ambiente dell’alta montagna. A Gressoney, invece, i lariceti dorati si alternano alle radure e ai nuclei Walser della Valle del Lys, caratterizzati dalle tradizionali abitazioni in legno; lungo la strada verso Alagna, i faggi tingono di rosso i boschi nei pressi di Montella, Goreto e Rusa.


Alto Adige, tra mele e vendemmia

La Val Senales concentra in pochi chilometri ambienti molto diversi, dall’ingresso della valle fino ai ghiacciai oltre i 3.000 metri. Questa varietà rende l’area particolarmente interessante in autunno, quando alle trasformazioni del paesaggio si aggiungono feste e iniziative legate alle consuetudini locali.

L’altopiano morenico del Tirolo, con vigneti e oliveti, accompagna la stagione della vendemmia e della raccolta dei frutti. Il Sentiero del Vino permette di avvicinarsi alla cultura della vite, mentre il Sentiero della Mela ripercorre la storia e le varietà di uno dei prodotti più rappresentativi dell’Alto Adige, includendo informazioni sulle tecniche di coltivazione.

Tra castelli, antichi masi e punti panoramici, le passeggiate attraversano un paesaggio rurale ancora fortemente legato alla cultura contadina. La Regione di Lana è anche il luogo adatto per vivere il Törggelen, tradizione autunnale che riunisce abitanti e visitatori in cantine e locande davanti a ravioli tirolesi, crauti, canederli, dolci fritti con marmellata di albicocche o castagne, caldarroste e vino novello chiamato “Sußer”.

La Festa dell’Uva, in programma dal 16 al 18 ottobre, raggiunge quest’anno la 140esima edizione. La ricorrenza, nata nel 1886, celebra il raccolto e le tradizioni sudtirolesi attraverso degustazioni, musica e visite guidate: un altro appuntamento per scoprire il territorio quando i colori dell’autunno accompagnano la vita dei suoi borghi.

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