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Attualità 3 min di lettura6 ott

Ora solare tutto l’anno: la scelta che protegge sonno e salute

Gli esperti canadesi invitano a mantenere l’orario solare permanente, mettendo in guardia dai rischi di mattine più buie e ritmi biologici alterati.

La discussione sul cambio dell’ora non dovrebbe fermarsi alla comodità di avere più luce la sera. Secondo gli studiosi canadesi, se si decidesse di mantenere un solo orario per tutti i mesi, la soluzione più favorevole alla salute sarebbe quella solare, perché garantisce una maggiore esposizione alla luce nelle prime ore del giorno e sostiene la regolarità del sonno e dell’umore.


L’ora legale richiederebbe nuove tutele

Qualunque scelta venga adottata, i suoi effetti dovrebbero essere verificati nel tempo. Gli autori dell’analisi invitano a controllare indicatori come qualità del sonno, stato psicologico, incidenti e altri parametri sanitari.

Un’eventuale ora legale permanente renderebbe inoltre necessarie misure preventive: maggiore sicurezza per pedoni e ciclisti, trasporti più protetti, orari scolastici e lavorativi flessibili o posticipati e una più ampia disponibilità di luce naturale negli istituti e nei luoghi di lavoro. Alexandra Choi, funzionaria sanitaria presso Vancouver Coastal Health, ha avvertito: «Le politiche relative alla gestione del tempo sono politiche di salute pubblica».


Il prossimo cambio è ormai vicino

In Italia il passaggio all’ora solare è previsto tra sabato 24 ottobre e domenica 25: alle 3 le lancette dovranno essere riportate indietro di 60 minuti. È uno degli appuntamenti più discussi dell’anno, perché divide chi preferisce alzarsi presto trovando già luce e chi, invece, vorrebbe conservare più chiarore nelle ore serali.

La domanda riguarda anche l’ipotesi, valutata in passato a livello europeo, di eliminare gli spostamenti stagionali. Il punto non sarebbe soltanto smettere di cambiare l’orario due volte all’anno, ma stabilire quale mantenere in modo definitivo.


Perché il mattino pesa di più

L’ora legale permanente offrirebbe tramonti più tardivi, con possibili vantaggi per attività all’aperto, incontri sociali, spostamenti e alcuni comparti economici. Durante l’inverno, però, l’alba arriverebbe un’ora più tardi, lasciando molte persone a cominciare la giornata e a raggiungere scuola o lavoro nell’oscurità.

Le principali organizzazioni dedicate al sonno e alla cronobiologia indicano nell’orario solare la soluzione preferibile. La luce mattutina aiuta infatti a regolare il ritmo circadiano, mentre quella serale tende a posticiparlo. Ralph Mistlberger, professore di Psicologia alla Simon Fraser University di Vancouver, ha spiegato: «I nostri orologi biologici necessitano della luce mattutina per mantenersi sincronizzati con il ciclo di 24 ore».

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Bambini e lavoratori tra i più esposti

L’analisi cita dati secondo cui tra l’1% e il 3% della popolazione canadese soffre di disturbo affettivo stagionale. Una quota che può arrivare al 15% sperimenta invece cambiamenti stagionali più contenuti, ma comunque rilevanti, nell’umore, nel riposo, nell’appetito e nell’energia.

I ricercatori segnalano rischi maggiori anche per chi vive nella parte occidentale di un fuso orario, dove il sole sorge più tardi. Bambini e adolescenti potrebbero risentirne in modo particolare: durante la pubertà il sonno tende naturalmente a slittare in avanti, mentre l’orario di ingresso a scuola resta fissato al mattino presto.


I precedenti invitano alla prudenza

Tra le categorie potenzialmente più vulnerabili rientrano inoltre i dipendenti impegnati su turni o con orari anticipati, gli utenti del trasporto pubblico, i pedoni, i ciclisti e gli abitanti delle aree rurali o delle comunità con redditi più bassi, dove illuminazione e collegamenti possono essere meno efficienti.

Patrick Baylis, professore associato alla Ubc Vancouver School of Economics, ha riconosciuto l’attrattiva delle serate più luminose, ma ha ricordato che questo vantaggio deve essere confrontato con gli studi che associano l’avanzamento dell’orario solare a meno sonno, produttività ridotta e risultati scolastici peggiori.

Gli esempi internazionali rafforzano le cautele. Gli Stati Uniti introdussero l’ora legale permanente nel 1974, durante la crisi energetica, ma tornarono rapidamente indietro dopo le proteste per le mattine invernali buie e per i bambini diretti a scuola prima dell’alba. La Russia abbandonò nel 2014 una misura analoga adottata nel 2011, mentre il Cile ritirò la scelta dopo una sperimentazione nazionale nel 2015.

Per Raymond Lam, professore di Psichiatria all’università della Columbia Britannica di Vancouver e primo autore dello studio, eliminare il cambio stagionale risolverebbe un problema, ma ne aprirebbe subito un altro: «La questione più importante è cosa accadrà la mattina successiva allo stop».

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