Dipendenze tra i giovani, nasce la Casa Ragazzi Madre: cosa prevede
A Zagarolo nascerà una struttura terapeutica per adolescenti fragili, con l’obiettivo di intervenire prima e favorire il ritorno all’autonomia.
Sono oltre 660.000 gli studenti italiani tra i 15 e i 19 anni considerati vicini al rischio di dipendenza. Il dato, accompagnato dalla frequente presenza di disturbi psichiatrici, ha spinto Fondazione Madre a presentare il primo progetto concreto della propria attività: una struttura residenziale destinata ad adolescenti e giovani in condizioni di fragilità.
Un’emergenza che arriva ai servizi tardi
Secondo le cifre raccolte dalla Fondazione, circa un ragazzo su due tra quelli che vivono una dipendenza manifesta anche problemi di natura psichiatrica. La situazione si inserisce in un sistema di assistenza che spesso intercetta il disagio quando è già avanzato e che, in molti casi, procede attraverso interventi non coordinati.
Fondazione Madre intende rispondere a questa difficoltà con un percorso che unisca sostegno psicologico, cure e accompagnamento educativo. L’idea è intervenire in modo più tempestivo e costruire un’esperienza che possa essere riproposta anche in altre aree del Paese.
A Zagarolo il centro per i ragazzi
La Casa Ragazzi Madre sarà realizzata a Zagarolo, vicino a Roma, su un terreno destinato ad attività sociali e messo a disposizione della Fondazione. La struttura accoglierà giovani alle prese con dipendenze e disturbi psichiatrici, aiutandoli a recuperare gradualmente autonomia e relazioni utili al reinserimento nella società.
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La gestione operativa è stata affidata alla Cooperativa Manser. Al lavoro ci sarà un gruppo composto da psicologi, psichiatri, psicoterapeuti, educatori, operatori sociosanitari e assistenti sociali, con competenze diverse ma integrate nello stesso percorso di cura.
Il progetto presentato a Milano
Fondazione Madre è nata nel 2025 e ha illustrato l’iniziativa alla Sala Sironi di Palazzo dell’Informazione, a Milano. A rappresentarla sono stati i soci fondatori Lauro De Marinis, conosciuto come Achille Lauro, e Andrea Marchiori, che hanno presentato il progetto come l’avvio concreto dell’impegno rivolto ai giovani più vulnerabili.
A coordinare la cooperativa e la futura casa saranno Don Giovanni Carpentieri e Giovanni Giraudo. La loro esperienza pluridecennale dovrà accompagnare l’organizzazione delle attività e la trasformazione del progetto in un servizio residenziale operativo.
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