Crans-Montana, il risarcimento divide: Zurich pronta allo scontro legale
La compagnia contesta la richiesta di Jessica Moretti, mentre l’inchiesta sul rogo del Constellation prosegue tra interrogatori, sequestri e nuove misure cautelari.
Tra le ceneri del Constellation la polizia ha recuperato oggetti quotidiani trasformati in tracce della tragedia: cosmetici, portafortuna, una pinza per capelli deformata dal calore e un piccolo rinoceronte Playmobil. Anche un biglietto adesivo è sopravvissuto all’incendio, con un messaggio che invitava a fare attenzione.
L’edificio tornerà al centro dell’attenzione il primo gennaio, quando a Crans-Montana è prevista una cerimonia per ricordare le vittime. Nel frattempo, Jessica Moretti ha fatto sapere di temere una nuova pressione mediatica durante le festività e l’anniversario del rogo, oltre a possibili iniziative isolate da parte dei familiari delle persone morte.
Il locale resta sotto osservazione
Il Comune di Crans-Montana intende schermare la struttura con una barriera in legno. La motivazione ufficiale riguarda le condizioni igienico-sanitarie, ma l’intervento dovrebbe anche favorire un momento di raccoglimento più rispettoso davanti al luogo della tragedia.
Nel fascicolo giudiziario è confluita pure la documentazione fotografica degli oggetti trovati nel piano interrato. Quei reperti, tra i quali il biglietto rimasto leggibile, restituiscono la dimensione personale dell’incendio che ha colpito il locale durante la notte di Capodanno.
Zurich non apre al pagamento
Sul fronte assicurativo, Zurich considera infondata la domanda presentata da Jessica Moretti per ottenere un’indennità legata alle conseguenze fisiche dell’incendio. Fonti vicine alla compagnia riferiscono che l’assicurazione intende utilizzare ogni rimedio previsto dalla legge per opporsi alla richiesta.
Il consenso arrivato dalla procura del Vallese non equivale quindi a un riconoscimento del diritto al pagamento. La richiesta di autorizzazione era stata inserita nella documentazione dell’indagine perché i rapporti finanziari della donna risultano sottoposti a blocco: si tratta di un adempimento procedurale, non di una decisione sul merito della pratica.
Da dove nasce la richiesta
La questione era emersa il 6 ottobre, dopo la pubblicazione di informazioni sulla possibile applicazione della normativa svizzera relativa agli infortuni sul lavoro. In base a quelle regole, Moretti avrebbe potuto chiedere un’indennità giornaliera per la perdita di reddito collegata ai problemi di salute provocati dall’incendio.
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Lo scambio epistolare tra Zurich e la procura vallesana aveva mostrato che la compagnia stava esaminando la pratica e che, per un eventuale versamento, aveva domandato il necessario via libera ai magistrati. Fabrizio Ventimiglia, avvocato della famiglia di Sofia Donadio, una delle persone ferite, aveva criticato la situazione: «Nel paradosso di questa tragedia, una delle principali indagate chiede dunque di essere indennizzata proprio per le conseguenze di quell’incendio, mentre 115 feriti e le famiglie delle 41 vittime attendono ancora verità e giustizia oltre al risarcimento degli immani danni subiti».
Moretti, misure ancora in vigore
Jessica Moretti, titolare del Constellation insieme al marito Jacques, è sottoposta all’obbligo di firma e non può lasciare la Svizzera. Vive con i due figli nella villa di Lens, a breve distanza da Crans-Montana.
Jacques Moretti si trova invece nel carcere di Sion dall’11 agosto, in relazione all’accusa di aver aggredito la moglie. Il tribunale per le misure coercitive ha stabilito che resterà detenuto almeno fino all’11 novembre e ha confermato anche le restrizioni collegate al procedimento sul locale. È stata inoltre respinta la richiesta di restituzione della cauzione di circa 214mila euro, grazie alla quale l’uomo aveva ottenuto la scarcerazione a gennaio.
L’indagine attende nuovi interrogatori
I coniugi Moretti figurano tra i 17 indagati per incendio, lesioni aggravate e omicidio colposi. Gli accertamenti proseguono con il coinvolgimento di centinaia di parti civili e prevedono altri interrogatori nei prossimi mesi; il confronto tra Jessica e Jacques è programmato per il 2 novembre.
Rimane lenta anche la rogatoria internazionale chiesta dalla procura di Roma, che ha aperto un fascicolo sui proprietari del Constellation. Da Sion, il 25 settembre, è arrivata una comunicazione sull’invio di circa 20 documenti, ma tra questi non risultano atti considerati decisivi. Non sono ancora disponibili i verbali di vari interrogatori, probabilmente per l’opposizione dei difensori, né la documentazione relativa ai Moretti.
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