Ghedi, il nodo delle bombe atomiche: perché sui piani è buio
Nella base bresciana sarebbero custodite armi nucleari statunitensi, mentre istituzioni locali e cittadini denunciano l’assenza di informazioni e di procedure pubbliche per le emergenze.
A Ghedi il problema non riguarda soltanto la presenza di armi nucleari, ma anche ciò che le autorità civili non riescono — o non possono — sapere. Secondo quanto riferito da Beppe Corioni, alla richiesta di rendere pubblici i piani di emergenza la Prefettura di Brescia avrebbe risposto che quei documenti non esistono.
Il tema torna al centro dell’attenzione in occasione della partecipazione del 6° Stormo all’operazione Nato “Steadfast Noon”, prevista dal 13 al 20 ottobre. L’esercitazione simula procedure legate all’impiego di armamenti nucleari e coinvolge 71 aerei provenienti da 14 Paesi.
Il sindaco escluso dalle informazioni
La questione della trasparenza era già emersa nel 2020, quando l’allora sindaco di Ghedi aveva spiegato: «Al sindaco non è dato avere questo tipo di informazioni». Anche altri esponenti politici, in forma riservata, avrebbero confermato che le attività svolte oltre il perimetro della base non rientrano nelle conoscenze accessibili al primo cittadino.
Angelo Bonelli era stato indicato come l’unico politico italiano ad avere sollevato pubblicamente il problema dell’arrivo nel nostro Paese di testate nucleari trasferite da altre installazioni. A distanza di sei anni, il nodo resta quello del controllo democratico su una struttura militare che si trova a circa 25 chilometri da Brescia.
Cosa si trova nella base
L’installazione si sviluppa su oltre dieci chilometri quadrati e, secondo le informazioni riportate, ospiterebbe un deposito con almeno venti bombe atomiche statunitensi. La potenza di ciascun ordigno sarebbe compresa tra 50 e 100 chilotoni. La base non sarebbe formalmente una struttura Nato, ma parteciperebbe al sistema di condivisione nucleare dell’Alleanza Atlantica.
A Ghedi ha sede il 6° Stormo, reparto incaricato delle missioni di interdizione sul territorio nazionale. I suoi Tornado, prodotti da Panavia Aircraft — società nata dalla collaborazione tra British Aerospace, MMB e Leonardo — possono impiegare diverse tipologie di armamento, comprese le bombe a grappolo e, secondo quanto riportato, anche quelle nucleari.
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L’addestramento riaccende il caso
Una comunicazione ufficiale dell’Alleanza Atlantica relativa a un’attività svolta nel 2023 indicava che gli aerei coinvolti erano predisposti al trasporto di testate nucleari. La stessa comunicazione precisava tuttavia che il programma, attivo da decenni, era rivolto all’addestramento dei piloti e alla simulazione delle manovre, senza prove in volo con ordigni realmente agganciati.
Per Corioni, questa partecipazione non può essere considerata una semplice attività tecnica. «È inaccettabile che l’Italia partecipi attivamente a questa simulazione senza che vi sia stato alcun dibattito parlamentare», ha affermato, sostenendo che scelte con conseguenze politiche, etiche e strategiche debbano essere sottoposte al confronto pubblico e istituzionale.
Sicurezza civile senza risposte
Il rappresentante del centro sociale “28 maggio” di Rovato da tempo organizza incontri e iniziative per riportare Ghedi nell’agenda politica nazionale. La sua attenzione si concentra soprattutto sulle conseguenze che un eventuale incidente potrebbe avere per la popolazione residente nelle vicinanze della base.
«Abbiamo ripetutamente chiesto alla Prefettura di Brescia di rendere pubblici i piani di emergenza come previsto dalla legge vigente», ha detto Corioni. Secondo la sua ricostruzione, quei piani dovrebbero essere aggiornati ogni tre anni, ma l’ufficio prefettizio avrebbe comunicato che non esistono.
La Rete Pace Franciacorta, insieme ad altre associazioni pacifiste, ha quindi promosso un presidio davanti alla base per sabato 24 ottobre. L’iniziativa punta a chiedere informazioni accessibili e un confronto pubblico su attività militari che, pur svolgendosi dietro una recinzione sorvegliata, coinvolgono direttamente il territorio e i suoi abitanti.
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