Psicologo a scuola, il corto circuito di Valditara: la proposta è leghista
Il ministro boccia l’obbligo di uno psicologo per tutti, mentre una proposta firmata dalla Lega prevede due ore mensili in ogni classe
La distanza tra Giuseppe Valditara e una parte della Lega emerge sul tema del sostegno psicologico nelle scuole. Il ministro dell’Istruzione e del Merito ha definito «una sciocchezza» l’ipotesi di rendere obbligatoria la presenza dello psicologo per tutti gli studenti, ma una proposta di legge del suo stesso partito va nella direzione di un’attività psicologica obbligatoria in classe.
La proposta che divide la Lega
Il testo, promosso da Armando Siri e depositato con la prima firma della deputata Giorgia Latini, prevede due ore al mese di educazione psicologica per ogni classe. Le attività sarebbero inserite nell’orario ordinario e rivolte a tutti gli studenti, senza dipendere da una segnalazione preventiva della scuola o della famiglia.
L’iniziativa, composta da sei articoli, punta a lavorare sull’intelligenza emotiva, sulla gestione della rabbia, sulla risoluzione dei conflitti e sulla prevenzione della violenza. Il progetto contempla anche colloqui personali e riservati, ai quali gli studenti potrebbero accedere su richiesta.
Valditara sceglie interventi mirati
Durante il convegno al Senato «Costruire corresponsabilità educativa», Valditara ha respinto l’idea di una psicologizzazione generalizzata degli alunni. «Qualcuno oggi propone addirittura una psicologia obbligatoria, lo psicologo obbligatorio, a prescindere, la psicologizzazione di tutti gli studenti, che secondo me è una sciocchezza», ha affermato il ministro.
La sua impostazione si basa invece su AscoltaMI, il servizio rivolto agli studenti dell’ultimo anno della scuola media e ai ragazzi del primo biennio delle superiori. Quando scuola o famiglia rilevano una situazione problematica, il percorso mette a disposizione cinque incontri per comprendere la natura della difficoltà e stabilire se occorra un aiuto più approfondito.
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Il ruolo di scuola e famiglia
Secondo Valditara, l’istituto scolastico non dovrebbe farsi carico direttamente degli interventi psicologici più strutturati. Il servizio, nella sua lettura, dovrebbe funzionare come uno strumento di collaborazione tra il mondo della scuola e i genitori, attivato quando se ne presenti l’esigenza.
La proposta leghista, al contrario, immagina un presidio stabile dentro gli istituti. L’obiettivo indicato dai promotori è intervenire prima che il disagio si trasformi in episodi di violenza, attraverso una rete continuativa di ascolto e protezione attorno a studenti, famiglie e docenti.
Siri difende il progetto
Siri ha spiegato che la divergenza nasce proprio dalla diversa valutazione del ruolo familiare. A suo avviso, molti nuclei oggi sono «polverizzati e disgregati» e non sempre riescono a garantire da soli il sostegno necessario ai ragazzi.
Per questo il responsabile nazionale dei Dipartimenti della Lega ritiene che la scuola debba offrire un supporto più ampio, rivolto anche agli adulti di riferimento e agli insegnanti. Pur prendendo le distanze dalla posizione del ministro, Siri ha escluso l’ipotesi di uno scontro interno: «Andiamo avanti con il confronto parlamentare che è sempre utile», ha detto, confidando che il percorso legislativo possa portare anche Valditara a condividere la proposta.
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