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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Russia, il secondo decesso divide le versioni: il Cremlino nega, l’Oms chiede dati

Le autorità russe respingono l’ipotesi di una nuova vittima, mentre Washington esclude per ora un collegamento con armi biologiche.

Resta senza conferma la notizia di una seconda morte attribuita alla peste polmonare in Russia. Il Cremlino ha smentito l’esistenza del caso, alimentando il contrasto tra le informazioni circolate e la versione ufficiale di Mosca.

La vicenda ha attirato l’attenzione internazionale anche per le possibili implicazioni sanitarie. Donald Trump ha ridimensionato l’ipotesi di un’origine intenzionale, spiegando: «Non pensiamo sia un’arma biologica».


Il Cremlino respinge il secondo caso

Secondo le notizie diffuse, una nuova persona sarebbe deceduta dopo aver contratto la peste polmonare. La presidenza russa, però, ha negato che si tratti di un secondo decesso riconducibile alla malattia.

La smentita lascia aperto il tema dell’attendibilità delle informazioni disponibili. Al momento, nel materiale diffuso, non vengono forniti ulteriori elementi per chiarire l’identità della persona coinvolta né le circostanze della presunta morte.

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L’Oms chiede spiegazioni a Mosca

L’Organizzazione mondiale della sanità ha chiesto alla Russia di fornire chiarimenti sulle notizie discordanti. Per l’Oms, la trasmissione completa, rapida e trasparente dei dati è indispensabile per verificare quanto accaduto.

Anche Washington ha commentato la situazione. Trump ha riferito che, «a sentire loro», la situazione sarebbe sotto controllo, senza tuttavia confermare il secondo caso né collegare l’episodio a un possibile impiego di armi biologiche.

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