Diesel, altro ribasso Eni: il governo valuta 170 milioni di sconti
Il gasolio scende a 2,21 euro al litro, mentre l’esecutivo decide se usare subito l’extragettito Iva per ridurre le accise
Il prezzo del diesel torna a scendere nei distributori Eni, dopo il rialzo deciso con la conclusione degli sconti fiscali. Il nuovo taglio, pari a 4 centesimi al litro, porta il gasolio consigliato a 2,21 euro. Intanto il governo valuta se intervenire ancora sulle accise utilizzando circa 170 milioni di euro incassati in più dall’Iva.
Eni corregge il rialzo sul gasolio
La riduzione annunciata da Eni ha natura commerciale e arriva dopo il calo delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati. Secondo i dati elaborati da Staffetta Quotidiana, il prezzo indicato dalla compagnia passa così da 2,25 a 2,21 euro al litro.
Si tratta di una parziale retromarcia rispetto alla decisione del giorno precedente. Con la fine della misura fiscale, infatti, Eni aveva innalzato il limite applicato al diesel da 2,19 a 2,25 euro al litro. Il nuovo movimento non risolve però il problema degli aumenti alla pompa e mantiene aperto il confronto tra governo e compagnie.
Meloni aspetta una nuova riduzione
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha lasciato intendere che l’esecutivo preferirebbe vedere un ulteriore intervento dei petrolieri prima di utilizzare le risorse pubbliche. Al termine del vertice Med9 di Spalato, la premier ha spiegato: «Spero che nelle prossime ore si possa ripristinare pienamente il price cap, poi la valutazione andrà fatta a valle».
Meloni ha comunque confermato che l’ipotesi di un nuovo sostegno non è stata accantonata. Il governo deve decidere se spendere subito i circa 170 milioni disponibili, maturati nel settembre 2026, oppure conservarli per le settimane successive, quando le attuali misure di contenimento potrebbero terminare.
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La scelta sulle accise resta aperta
La possibile soluzione è il meccanismo delle accise mobili, già impiegato nei mesi scorsi. In pratica, una parte dell’Iva aggiuntiva generata dall’aumento dei carburanti può finanziare una riduzione temporanea dell’imposta applicata a benzina e diesel.
Anche Matteo Salvini ha confermato che una proroga degli sconti fiscali è ancora allo studio. Durante il question time alla Camera, il ministro delle Infrastrutture ha indicato come possibile copertura l’extragettito Iva di settembre 2026, attraverso un provvedimento del ministero dell’Economia adottato insieme al ministero dell’Ambiente.
La decisione finale dipenderà dunque sia dall’andamento dei prezzi internazionali sia dalle prossime mosse delle compagnie. Palazzo Chigi dovrà stabilire se usare immediatamente le risorse oppure trasformarle in una riserva da attivare nel caso di nuovi rincari.
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