Formazione e IA, Angelini investe 2 milioni per capire come imparano i manager
La partnership triennale con University College London studierà il rapporto tra apprendimento, decisioni professionali e tecnologie intelligenti.
Nel 2025 sono stati più di 500 i dipendenti di Angelini Industries coinvolti nei percorsi di Angelini Academy, per un totale di circa 10mila ore di formazione. Nel 2026 l’Academy ha inoltre lanciato Angelini Academy Gateway, progetto da 1 milione di euro che assegnerà 10 borse di studio per l’International Mba della Ie Business School, collegate a un tirocinio in una delle società del Gruppo.
Una nuova collaborazione con University College London punta ora a capire che cosa accade quando le competenze apprese dai manager devono trasformarsi in decisioni e comportamenti concreti. «L’apprendimento richiede sempre un certo grado di difficoltà e impegno, e non sappiamo ancora fino a che punto l’intelligenza artificiale possa ridurre questo sforzo, prima che la comprensione lasci spazio al semplice accesso alle risposte», ha osservato Joe Devlin, professore di Neuroscienze cognitive presso Ucl.
Un laboratorio per il lavoro futuro
Dal 2018 Angelini Academy ha sviluppato un portafoglio di iniziative rivolte alle persone di Angelini Industries. La partnership triennale con Ucl amplia questo percorso e trasforma i programmi formativi del Gruppo in un ambiente nel quale osservare, verificare e sperimentare nuovi metodi di apprendimento.
Angelini Industries conta 5.600 dipendenti ed è presente in 21 Paesi con attività nei comparti della salute, della tecnologia industriale e dei beni di largo consumo. L’accordo rientra nel processo di trasformazione organizzativa, strategica e scientifica avviato dal Gruppo, che intende collegare più strettamente formazione, innovazione e ricerca universitaria.
Il presidente di Angelini Academy, Andrea Prencipe, ha descritto l’iniziativa come un modello di ricerca collaborativa: una domanda nata nelle imprese viene affrontata insieme all’università, mantenendo sia il rigore scientifico sia l’utilità operativa. I corsi dell’Academy saranno quindi analizzati e, nello stesso tempo, utilizzati come contesti concreti per mettere alla prova nuove modalità di formazione.
L’intelligenza artificiale sotto esame
Lo studio coinvolgerà diversi gruppi di manager durante la frequenza dei corsi e nella fase successiva, quando dovranno utilizzare sul posto di lavoro ciò che hanno imparato. Test sulle capacità cognitive, rilevazioni fisiologiche e, quando sarà possibile, strumenti di neuroimaging serviranno a osservare il passaggio dalle nuove conoscenze alle pratiche quotidiane.
L’indagine prenderà in considerazione anche l’ambiente organizzativo e l’evoluzione degli strumenti tecnologici. In particolare, i ricercatori cercheranno di stabilire se l’intelligenza artificiale favorisca la comprensione oppure permetta di evitare parte dello sforzo mentale necessario per consolidare davvero un apprendimento.
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Aziende pronte a investire
La ricerca nasce mentre l’adozione dell’intelligenza artificiale procede più velocemente della conoscenza dei suoi effetti sulla formazione degli adulti. Secondo un recente studio di Deloitte, l’82% delle imprese italiane intende aumentare gli investimenti in questo ambito nei prossimi 12 mesi e il 92% prevede un miglioramento della produttività.
Il quadro è accompagnato da un problema sulle competenze. Il Cegos International Barometer rileva che i responsabili delle risorse umane in Italia stimano possibile l’obsolescenza delle capacità professionali per una posizione su quattro entro i prossimi tre anni, indicando nell’intelligenza artificiale il principale fattore di cambiamento.
Un programma da 2 milioni
I risultati saranno trasferiti direttamente nei percorsi dell’Academy, così da consentire la verifica di approcci formativi aggiornati. Questo primo progetto fa parte di un programma triennale per il quale Angelini Academy metterà a disposizione complessivamente circa 2 milioni di euro.
Le attività future coinvolgeranno altri partner accademici e si concentreranno, tra gli altri temi, sul divario tra le competenze disponibili e quelle richieste nei comparti delle scienze della vita e della robotica. Sarà analizzato anche il modo in cui preparare i professionisti destinati a lavorare in collaborazione sempre più stretta con sistemi di intelligenza artificiale.
«L’investimento nel programma di ricerca sull’apprendimento nasce dalla volontà del Gruppo di comprendere e contribuire a guidare il cambiamento portato dalle nuove tecnologie», ha dichiarato Sergio Marullo di Condojanni, amministratore delegato di Angelini Industries. L’obiettivo, ha spiegato, è accompagnare l’espansione internazionale nei settori strategici con un impegno specifico sullo sviluppo delle competenze e sulla trasformazione del lavoro.
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