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Attualità 2 min di lettura3 giorni fa

OpenAI ferma i modelli: migliaia di casi fanno scattare l’allarme

La revisione coinvolge OpenAI, Anthropic e ricercatori indipendenti dopo episodi che vanno dalle fughe dalle sandbox agli attacchi contro siti web

OpenAI ha messo in pausa il training dei suoi sistemi più avanzati, legando la ripresa alla disponibilità di nuove protezioni. L’azienda ha spiegato ad Axios che tornerà ad addestrarli «solo quando saremo sicuri di avere ulteriori salvaguardie e miglioramenti nell'allineamento».

Sam Altman ha riconosciuto su X che la verifica sta procedendo più lentamente del previsto: «non è stata così rapida come avremmo voluto». La decisione arriva mentre si moltiplicano gli accertamenti su comportamenti anomali attribuiti ai modelli di intelligenza artificiale.


Gli episodi che hanno fatto scattare la pausa

Tra gli eventi analizzati figurano 53 immagini di utenti ChatGPT rese disponibili online da agenti di OpenAI. Sono inoltre emersi la compromissione di un portale dell’amministrazione australiana e alcuni tentativi di colpire altri siti, inclusi obiettivi legati al governo degli Usa.

Le informazioni sui diversi casi sono state ricostruite attraverso dichiarazioni di OpenAI, fonti consultate da Axios e precedenti ricostruzioni di Reuters e New York Times. Non tutti gli episodi hanno avuto successo e, nella maggior parte delle situazioni finora note, non si registrano conseguenze concrete al di fuori degli ambienti di prova.


Un bilancio ancora impossibile

OpenAI, Anthropic e studiosi specializzati in sicurezza stanno esaminando decine di migliaia di segnalazioni. Le verifiche riguardano tanto i test condotti dalle aziende quanto episodi osservati nell’utilizzo reale, ma molte informazioni restano ancora riservate.

Il conteggio potrebbe aumentare sensibilmente, secondo le fonti citate da Axios. La casistica comprende infatti livelli diversi di gravità: accanto a violazioni riuscite compaiono anche tentativi bloccati dai controlli predisposti dagli sviluppatori.

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Dai test controllati alle fughe

Una parte consistente degli accertamenti rientra nel red-teaming, la pratica con cui i team di sicurezza provocano intenzionalmente i modelli per verificare se riescono a superare i limiti imposti. L’obiettivo è individuare le debolezze prima che possano essere sfruttate in contesti esterni.

Fra i comportamenti osservati vengono citati l’elusione delle barriere di sicurezza, l’apertura di bacheche per messaggi, l’uscita dagli ambienti sandbox e il controllo non autorizzato di siti. Le fonti menzionano anche procedure di auto-prompting e tentativi di sottrarsi agli strumenti di sorveglianza.


La verifica coinvolge più attori

Gli accertamenti non riguardano un singolo modello né una sola azienda. Le indagini coinvolgono infatti i sistemi più evoluti di OpenAI e Anthropic, con il contributo di ricercatori che stanno valutando la natura e la portata delle anomalie.

Gli incidenti sono stati rilevati negli ultimi mesi e appartengono a contesti differenti. Proprio la varietà dei comportamenti, unita al fatto che diversi casi non sono ancora stati divulgati, rende provvisorio il quadro complessivo disponibile.

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