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Attualità 2 min di lettura3 giorni fa

Omicidio Colapietro, il mistero della “monkey dust” trovata a Torino

Nell’abitazione di via Gulli 46 gli investigatori hanno sequestrato diverse sostanze: tra queste anche Mdphp, finita al centro delle verifiche sull’omicidio.

L’ipotesi che una droga sintetica abbia contribuito ad alterare il comportamento di Christian Matheus De Oliveira Morando è ora tra gli elementi esaminati dagli investigatori. Il 39enne Fabio Colapietro è stato ucciso in un appartamento di via Gulli 46, nella periferia settentrionale di Torino, dove è stato trovato un assortimento di stupefacenti. Tra le sostanze sequestrate, particolare attenzione è stata riservata all’Mdphp.


Una sostanza dagli effetti imprevedibili

L’Mdphp appartiene alla categoria dei catinoni sintetici, composti stimolanti capaci di agire sul sistema nervoso centrale. Sul mercato illegale può presentarsi come una polvere ed è conosciuta con varie denominazioni, tra cui “monkey dust”, espressione traducibile con “polvere di scimmia”.

Il nome è legato soprattutto alle alterazioni che questa sostanza può determinare. Dopo l’assunzione possono comparire euforia, intensa attivazione e aumento delle energie, ma anche ansia, sospettosità, allucinazioni e stati deliranti. In situazioni più gravi sono stati associati alla droga anche disturbi cardiovascolari e convulsioni, con rischi potenzialmente fatali.


Perché il nome è noto nel Regno Unito

La definizione “monkey dust” ha avuto una particolare diffusione nel Regno Unito. In quel Paese le autorità hanno raccolto segnalazioni su episodi di marcata alterazione comportamentale collegati a prodotti commercializzati con questa etichetta.

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La denominazione, tuttavia, non identifica necessariamente una composizione sempre identica. Nel circuito clandestino le sostanze possono essere vendute con nomi diversi e in combinazioni variabili, rendendo più difficile stabilire con precisione quali effetti produrrà una dose.


Le verifiche sull’omicidio

È proprio la possibile capacità di provocare agitazione estrema, paranoia e perdita del controllo ad aver attirato l’attenzione della Procura. Il rischio può aumentare quando l’Mdphp viene assunta in quantità elevate oppure insieme ad altre sostanze, circostanza che gli accertamenti dovranno chiarire.

La presenza della droga nell’appartamento non dimostra però che abbia causato l’aggressione né che renda automaticamente violenta una persona. Gli inquirenti stanno valutando se il suo consumo possa aver avuto un ruolo nelle condizioni di De Oliveira Morando durante le ore in cui è maturato l’omicidio di Fabio Colapietro, uno dei tre fermati per il delitto.

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