Oleshky senza pane: la fame nella città sotto occupazione russa
A sud del Dnipro restano circa 2.000 abitanti, privati di cibo e medicine mentre i collegamenti con l’esterno si fanno sempre più difficili
A Oleshky la sopravvivenza quotidiana è diventata una lotta contro la mancanza di alimenti e farmaci. Nella città della regione di Kherson, occupata dalle forze russe e situata lungo una delle principali linee del conflitto, chi è rimasto deve fare i conti anche con comunicazioni quasi inesistenti e il timore di possibili ritorsioni.
Le informazioni arrivano soprattutto attraverso gli ex residenti, che cercano di mantenere i contatti con le famiglie ancora presenti. Il quadro che emerge è quello di una comunità isolata, stretta tra le due sponde del conflitto e sempre più dipendente dalle poche risorse disponibili.
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La farina è ormai introvabile
Olga, che comunica con due famiglie della città, ha descritto una situazione alimentare estrema: «Hanno dimenticato cosa sia il pane. Per fare il pane serve la farina, e non è rimasta nemmeno quella». Secondo il suo racconto, molti abitanti consumano soltanto ciò che riescono a ricavare dai propri orti.
Nei mesi iniziali, ha spiegato, alcune persone erano arrivate a mangiare piccioni. Oggi, però, anche questa risorsa è diventata difficile da trovare. Elizaveta, che gestisce un gruppo dedicato agli abitanti di Oleshky, ha riferito che tra la popolazione il desiderio di un alimento semplice è diventato un pensiero costante: «La gente sogna letteralmente una caramella o un pezzo di carne».
Una città svuotata dalla guerra
Oleshky si trova sulla riva meridionale del Dnipro, nella regione di Kherson. L’occupazione russa è iniziata nel 2022 e da allora la popolazione si è ridotta drasticamente: prima dell’invasione contava circa 24.000 persone, mentre oggi vi abitano approssimativamente 2.000 residenti.
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A rendere ancora più fragile la situazione è stato il cedimento della diga di Kakhovka nel 2023. L’evento provocò vaste alluvioni lungo il Dnipro e causò gravi danni all’abitato, già esposto agli effetti diretti dei combattimenti e alla pressione delle autorità di occupazione.
Contatti ridotti e paura
Per chi è rimasto, chiedere aiuto o raccontare le proprie condizioni può comportare rischi. Il timore di rappresaglie da parte delle autorità russe limita le comunicazioni e rende difficile verificare con continuità ciò che accade all’interno della città.
Le testimonianze degli ex abitanti descrivono quindi una crisi che riguarda contemporaneamente viveri, medicinali e sicurezza personale. Senza collegamenti affidabili con l’esterno, le famiglie rimaste a Oleshky continuano a dipendere dalle scorte residue e dai piccoli raccolti locali.
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