Nucleare, Teheran chiude: il vero dossier resta Hormuz
Da New York il ministro degli Esteri Abbas Araghchi respinge ogni ipotesi di concessione sull’accordo atomico e indica nello stretto l’unico tema negoziale aperto.
Le indiscrezioni su una possibile apertura iraniana sul dossier nucleare vengono respinte con decisione da Teheran. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, parlando con la stampa iraniana a New York, ha chiarito che le condizioni del Paese non sono cambiate e che il confronto riguarda, per ora, soltanto lo stretto di Hormuz.
Araghchi spegne le ipotesi di apertura
Il ministro ha negato che l’Iran stia valutando margini di flessibilità rispetto all’intesa sul nucleare. «Nego fermamente che l'Iran abbia alcuna flessibilità», ha affermato, contestando le ricostruzioni circolate nelle ore precedenti su alcuni mezzi di informazione.
Secondo Araghchi, le notizie su presunte concessioni iraniane sarebbero riconducibili a una campagna di propaganda. Il capo della diplomazia di Teheran ha invitato il pubblico a non considerare attendibili quelle che ha definito speculazioni e informazioni diffuse deliberatamente.
Il dossier nucleare resta fermo
Nel corso dell’incontro con i giornalisti, Araghchi ha ribadito che le richieste dell’Iran per un eventuale ritorno agli accordi sono già definite. Il ministro ha sottolineato che anche la posizione iraniana sulle questioni atomiche è chiara e che nessuna concessione è attualmente oggetto di discussione.
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«L'Iran non ha cambiato in alcun modo le sue condizioni», ha dichiarato Araghchi, collegando ogni possibile rientro negli accordi al mantenimento delle linee già indicate da Teheran. Le sue parole escludono quindi, allo stato attuale, modifiche alla posizione negoziale sul nucleare.
Hormuz è l’unico punto aperto
Il tema indicato come centrale è invece la situazione dello stretto di Hormuz. Araghchi ha spiegato che la sua riapertura dipende da una serie di condizioni già comunicate alla controparte, senza precisarne pubblicamente il contenuto.
La formula ribadita dal ministro è netta: «Al momento l'unica questione sul tavolo è lo stretto di Hormuz». Il riferimento sposta così l’attenzione dal possibile rilancio dei negoziati atomici alla gestione dello stretto e alle condizioni poste dall’Iran per la sua riapertura.
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