Nucleare, il fronte segreto che prova a frenare Putin
Un legale del Connecticut, un finanziere statunitense residente a Mosca e una ex agente della Stasi tentano di dissuadere il Cremlino dall’uso dell’atomica in Ucraina.
Tre figure lontane per formazione e storia personale si sono unite attorno a un obiettivo delicatissimo: convincere Vladimir Putin a non ricorrere alle armi nucleari nel conflitto contro l’Ucraina. Il gruppo riunisce un avvocato del Connecticut, un banchiere americano che vive a Mosca e una ex-spia della Stasi, il servizio segreto della Germania orientale comunista.
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Un’alleanza dai profili insoliti
La composizione del trio colpisce per la distanza tra i percorsi dei suoi membri. Da una parte c’è un professionista del diritto statunitense; dall’altra, un banchiere americano attivo nella capitale russa e una donna con un passato legato all’apparato d’intelligence della Germania Est.
Insieme, i tre cercano di esercitare un’influenza indiretta sul presidente russo. Il loro intento, secondo la ricostruzione disponibile, è scongiurare l’impiego dell’arma atomica durante la guerra in corso.
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Il tentativo di fermare l’escalation
L’iniziativa nasce in uno dei momenti più delicati del confronto tra Russia e Ucraina, segnato dal timore che il conflitto possa degenerare ulteriormente. Il bersaglio dell’opera di persuasione è Putin, al quale il gruppo vuole far arrivare l’invito a non oltrepassare la soglia nucleare.
I tre sono stati descritti come persone capaci di parlare, ciascuna attraverso il proprio percorso, a un ambiente vicino alla leadership russa. Il loro progetto resta però concentrato su un obiettivo preciso: evitare che le minacce legate all’atomica si trasformino in una decisione concreta.
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