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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Novecentomila euro dai conti di Vacchi, Oliva a processo

L’imprenditore ha deposto a Tempio Pausania contro l’ex collaboratore, accusato di appropriazione indebita e autoriciclaggio

Gianluca Vacchi ha testimoniato al Tribunale di Tempio Pausania contro Pietro Oliva, suo ex collaboratore, accusato di avere sottratto più di 900mila euro dai suoi conti. L’imprenditore è comparso nel procedimento come parte offesa.

Vacchi ha confermato la denuncia e ha rivolto una domanda sui trasferimenti di denaro: «Perché ha fatto bonifici sui suoi conti?». Al termine dell’udienza ha però scelto di non aggiungere altri dettagli sul caso, spiegando di voler rispettare il lavoro del giudice.

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I trasferimenti sotto esame

Secondo l’accusa, Oliva avrebbe utilizzato somme di denaro di Vacchi per operazioni finite sui propri conti. L’ammanco complessivo contestato supera i 900mila euro ed è al centro delle imputazioni per appropriazione indebita e autoriciclaggio.

L’imprenditore ha raccontato di essersi accorto delle anomalie dopo la conclusione del rapporto professionale con Oliva. Tra le spese affidate all’ex collaboratore c’erano anche quelle legate alla villa di Porto Cervo, dove sarebbe emersa parte delle irregolarità nella gestione delle disponibilità finanziarie.


Gli incarichi affidati all’ex collaboratore

Oliva, amministratore e factotum di Vacchi, aveva ricevuto un mandato ampio per seguire le attività quotidiane dell’imprenditore. Il suo incarico comprendeva la gestione delle abitazioni in Italia e negli Stati Uniti, l’organizzazione dei viaggi e l’acquisto di beni di consumo.

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Durante i mesi estivi si occupava inoltre di predisporre attività e occasioni di svago. Per sostenere queste spese poteva utilizzare un conto corrente di Vacchi attraverso alcune carte di credito. L’imprenditore era assistito dall’avvocato Gino Bottiglioni, mentre Oliva è difeso da Domenico Purzolu e Maria Caterina Pisano.


La prossima udienza nel 2027

Rispondendo alle domande della difesa, Vacchi ha ribadito il contenuto della querela e ha definito la vicenda motivo di amarezza: «Comunque confermo, questa vicenda mi ha molto amareggiato».

Il procedimento non si è concluso con l’udienza di Tempio Pausania. Il processo riprenderà a marzo 2027.

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