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Attualità 2 min di lettura30 min fa

Lavoro dai 13 anni, la proposta di Futuro nazionale

Contratto regolare, consenso dei genitori e mansioni leggere: il progetto riguarda ragazzi tra 13 e 16 anni.

Futuro nazionale ha presentato una proposta per consentire ai ragazzi tra 13 e 16 anni di svolgere attività lavorative per un massimo di otto ore settimanali. Il progetto è stato depositato in Veneto dal consigliere regionale Stefano Valdegamberi.

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Le regole per i minorenni

Il testo prevede un contratto regolare, il consenso della famiglia e incarichi definiti leggeri e sicuri. Le attività, secondo la proposta, non dovrebbero interferire con la frequenza scolastica né con il necessario riposo.

Tra gli esempi indicati figurano il riordino degli scaffali in un supermercato, la sistemazione degli abiti in un negozio e alcuni compiti semplici all’interno di una pizzeria. L’obiettivo dichiarato è offrire ai giovani un’esperienza pratica, con attenzione alla legalità e alla tutela della salute.

Valdegamberi sostiene che l’iniziativa non introdurrebbe alcun obbligo. «Non si impone a nessuno di lavorare: vogliamo aggiungere un’opportunità», ha spiegato presentando il disegno di legge. A suo giudizio, poche ore settimanali potrebbero aiutare i ragazzi a comprendere il valore del denaro, dell’impegno e delle responsabilità personali.


Le motivazioni di Valdegamberi

Il consigliere regionale collega la proposta alle molte ore trascorse dai giovani sui social e alla necessità di recuperare una maggiore familiarità con attività concrete. Nel testo richiama anche puntualità, merito e rapporto tra lavoro e guadagno.

La posizione arriva dopo le proteste giovanili registrate in diverse città italiane. Valdegamberi ha criticato il governo, accusandolo di non aver saputo gestire il fenomeno dei cosiddetti maranza e sostenendo che l’esecutivo dovrebbe interrogarsi sulle proprie responsabilità invece di cercare giustificazioni a Mosca.

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Il progetto, ha precisato il consigliere, non intende favorire lavoro nero o sfruttamento. «Servono norme trasparenti, controlli efficaci e rapporti di lavoro regolari, così queste esperienze possono svolgersi nel rispetto dell’età», ha affermato.


Le esperienze già previste a scuola

Nel sistema scolastico esiste già la formazione scuola-lavoro, che coinvolge licei, istituti tecnici e professionali a partire dalle classi terze. La proposta regionale riguarderebbe invece una fascia d’età più bassa e attività facoltative svolte al di fuori del normale percorso scolastico.

Non è la prima iniziativa di Valdegamberi dedicata ai comportamenti dei minori e alle responsabilità familiari. Lo scorso aprile aveva presentato un provvedimento per collegare la collaborazione dei genitori, nei casi di reati commessi dai figli, alla concessione di benefici economici regionali.

A settembre il senatore di Fratelli d’Italia Matteo Gelmetti aveva ripreso quell’idea trasformandola in un disegno di legge. Valdegamberi aveva reagito con una battuta sul nome del partito, definendolo «copioni d’Italia».

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