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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Nodulo al polmone per Leone XIV: cosa può significare l’intervento

Il Pontefice è stato ricoverato al Gemelli per la rimozione di una lesione circoscritta; udienze sospese fino al 20 ottobre e degenza prevista di circa una settimana.

Quando una lesione polmonare viene scoperta in una fase iniziale, l’intervento chirurgico può diventare decisivo e, in alcuni casi, rappresentare l’unica terapia necessaria, seguita dai controlli. A spiegarlo è Massimo Di Maio, presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica, intervenuto sulle condizioni di Papa Leone XIV.

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Cosa indica un nodulo circoscritto

La presenza di un nodulo non equivale automaticamente a una diagnosi di tumore maligno. Si tratta di un’area del polmone dall’aspetto diverso rispetto ai tessuti circostanti, che può essere individuata anche casualmente durante esami prescritti per altri problemi, come un’infiammazione o una bronchite.

Dimensioni, forma osservata nelle immagini, eventuale crescita e condizioni generali del paziente determinano il percorso successivo. Le formazioni di pochi millimetri vengono spesso tenute sotto osservazione, mentre quando raggiungono o superano il centimetro possono servire ulteriori verifiche, compresa una biopsia. Non tutti i casi richiedono un’operazione immediata.


Gli esami prima della decisione

Una tomografia computerizzata del torace può far emergere una lesione fino a quel momento sconosciuta. In base ai risultati, i medici scelgono se procedere con controlli ravvicinati, altri accertamenti o una rimozione chirurgica.

Secondo Di Maio, il fatto che per il Papa sia già stato fissato l’intervento lascia pensare che siano disponibili elementi clinici emersi dagli esami. Tuttavia, senza dati più precisi non è possibile stabilire la natura del nodulo né formulare conclusioni sulla prognosi. Se una malattia polmonare viene riconosciuta molto presto, la chirurgia può offrire l’obiettivo della guarigione.


Il ricovero al Gemelli

Papa Leone è arrivato il 12 ottobre al Policlinico Gemelli di Roma, dove sarà sottoposto alla rimozione del nodulo nelle prossime ore. La lesione, definita “circoscritta”, era stata rilevata durante un controllo e il Pontefice ne aveva parlato pubblicamente dopo l’Angelus della domenica precedente.

L’intervento sarà affidato all’équipe coordinata da Stefano Margaritora, responsabile della chirurgia toracica del Policlinico universitario Agostino Gemelli. Il medico, ordinario presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e direttore della scuola di specializzazione in chirurgia toracica, è esperto anche di tecniche mini-invasive, tra cui la toracoscopia con accesso singolo e la chirurgia robotica.

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Una settimana lontano dagli impegni

La permanenza in ospedale dovrebbe durare circa sette giorni. Il Papa alloggerà al decimo piano, nel reparto destinato ai pazienti solventi; non occuperà però la stessa stanza utilizzata da Papa Francesco, poiché quell’area è interessata da lavori di ristrutturazione.

La Prefettura della Casa Pontificia ha comunicato la cancellazione delle udienze fino a martedì 20 ottobre. Durante il ricovero, Leone XIV manterrà comunque tutte le prerogative legate al suo ruolo: il diritto canonico non prevede infatti la designazione di un sostituto per un’operazione o per una temporanea indisponibilità del Pontefice.


Parolin: fiducia e preghiera

Le attività ordinarie della Curia romana proseguiranno mentre il Santo Padre osserverà il periodo di riposo. A margine di un convegno alla Gregoriana dedicato a Papa Luciani, il cardinale Pietro Parolin ha riferito di averlo visto sereno e ha sottolineato che la scoperta tempestiva rappresenta un elemento di fiducia.

“L’ho visto ieri, è sereno”, ha detto il segretario di Stato vaticano, aggiungendo: “Siamo fiduciosi di questo, però lo accompagniamo con la preghiera”. Parolin ha ammesso di essere rimasto preoccupato per una notizia inattesa, ma ha anche ricordato il forte sostegno che circonda il Pontefice.

Domenica scorsa lo stesso Leone XIV aveva spiegato: “I medici ritengono opportuno intervenire e allora, seguendo i loro consigli, ho deciso di operarmi per toglierlo”. Il portavoce vaticano Matteo Bruni aveva poi indicato i primi giorni della settimana successiva come periodo previsto per l’operazione, confermando una degenza di circa una settimana.

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