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Attualità 1 min di lettura6 min fa

Nobel per la Chimica 2026: Kagan e Soai svelano il lato nascosto delle molecole

Il riconoscimento va ai due chimici per aver chiarito il ruolo degli effetti non lineari e dell’autocatalisi nella sintesi asimmetrica.

Due molecole con la stessa composizione possono avere comportamenti differenti se una è l’immagine speculare dell’altra. È attorno a questa proprietà, chiamata chiralità, che si concentrano gli studi premiati con il Nobel per la Chimica 2026, assegnato a Henri B. Kagan e Kenso Soai.

L’Accademia reale svedese delle scienze ha riconosciuto ai due scienziati la scoperta degli effetti non lineari e dell’autocatalisi nella sintesi organica asimmetrica. I loro risultati hanno contribuito a spiegare come orientare una reazione verso una specifica configurazione molecolare.


La chiralità cambia il comportamento

La chiralità descrive la caratteristica di alcune molecole che possono esistere in due forme speculari, note come enantiomeri. Le due versioni condividono la formula chimica, ma non necessariamente le stesse proprietà o lo stesso modo di interagire con altre sostanze.

Questa differenza rende essenziale stabilire quale configurazione si forma durante una reazione. La ricerca di Kagan e Soai ha approfondito proprio i meccanismi che permettono di favorire una delle due forme rispetto all’altra.

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Il controllo decisivo per i farmaci

Nella sintesi asimmetrica, l’obiettivo è ottenere in modo selettivo la molecola con la configurazione desiderata. Gli effetti non lineari e l’autocatalisi possono influenzare il risultato della reazione, rendendo possibile un controllo più preciso del prodotto finale.

Il tema assume un peso particolare in ambito farmaceutico, dove due enantiomeri della stessa sostanza possono esercitare effetti diversi. Comprendere e governare questo processo permette quindi di individuare con maggiore accuratezza la forma molecolare da utilizzare.

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