New York prepara la contestazione per Netanyahu: Trump si sfila
Sit-in dal cuore di Manhattan alla sede dell’Onu, mentre il sindaco ridimensiona i toni e non risulta alcun faccia a faccia con Donald Trump.
A New York si annuncia una giornata di mobilitazione contro Benjamin Netanyahu, atteso oggi all’Onu. Le iniziative di protesta, riferite dai media statunitensi, partiranno da Bryant Park e arriveranno fino alla sede delle Nazioni Unite a Turtle Bay.
La città si prepara ai sit-in
Il passaggio del premier israeliano nella metropoli americana coincide con una rete di presidi già organizzati in diversi punti di Manhattan. L’area tra il centro cittadino e il quartiere che ospita il Palazzo di vetro sarà uno dei punti più osservati nelle prossime ore.
Zohran Mamdani, sindaco di New York, ha nel frattempo corretto il tiro rispetto alle promesse formulate in precedenza. Dopo aver evocato l’ipotesi di arrestare Netanyahu come criminale di guerra, ha spiegato che una misura del genere non rientra nelle sue attribuzioni.
Il primo cittadino, però, ha anche assicurato ai manifestanti che la città avrebbe tutelato il loro diritto a protestare. L’impegno è arrivato nel corso di questa settimana, mentre cresceva l’attesa per la visita del premier israeliano.
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Nessun faccia a faccia con Trump
Sul fronte diplomatico, tra gli appuntamenti all’Onu non figura un incontro tra Netanyahu e Donald Trump. L’assenza di un colloquio è stata letta da Nimrod Goren, presidente di Mitvim, come un segnale politico rilevante.
"L'assenza di qualsiasi incontro con il presidente, un mese prima delle elezioni israeliane, indicherà che Trump sta mantenendo le distanze da lui e sarà negativa per la campagna di Netanyahu", ha affermato il presidente del think-tank israeliano specializzato in politica estera, come riporta Reuters on line.
Per Goren, quindi, il mancato contatto con Trump potrebbe pesare sulla corsa elettorale del premier israeliano. Il quadro che emerge, nelle ore della sua presenza a New York, è quello di una visita segnata tanto dalla protesta in strada quanto da un’agenda internazionale priva dell’appuntamento più atteso.
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