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Attualità 3 min di lettura52 min fa

New York 1981: cantieri, codici e un affare da decifrare

Un incontro sospetto riporta Carney tra i traffici della città, mentre Manhattan cambia volto sotto il rumore dei lavori e dell’ambizione immobiliare.

Manhattan sembra pronta a esplodere verso l’alto: travi, vetro, gru e scavi trasformano ogni isolato in un cantiere. Carney osserva quella corsa edilizia lungo la 42nd Street e Lexington con la sensazione che la città stia tornando a una vitalità perduta, ma il suo sguardo non riesce a separare il fermento dalla minaccia.

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Manhattan corre verso il futuro

Dopo essere uscito dalla metropolitana, Carney ritrova una zona irriconoscibile. Tra traffico, martelli pneumatici e autocarri parcheggiati in modo disordinato, i costruttori lavorano per sfruttare regole urbanistiche e incentivi fiscali. Dove prima c’era un piccolo negozio restano spazi vuoti; dietro le recinzioni di legno, intanto, avanzano scavi destinati a nuovi edifici per uffici.

La folla dell’ora di punta si muove tra marciapiedi congestionati, generatori e strutture metalliche. Un anziano urta Carney con il carrello della spesa, mentre lui è fermo a guardare i lavori. Quel paesaggio gli ricorda la New York degli anni Sessanta, quella del primo mandato del sindaco Lindsay, prima che la città venisse rallentata dalla crisi e dal degrado.


Green ricompare con nuovi codici

A interrompere quei pensieri è il possibile ritorno di Green. I due uomini comunicano attraverso formule convenzionali: quando Green parla di “campioni”, Carney sa che potrebbe esserci un affare. L’incontro, però, non è scontato: il trafficante di gemme si fa vedere poco da quando è nato Seth e, dopo il contatto con la Sterling, non aveva più incontrato Carney.

Green è cambiato più volte. Un tempo esibiva l’abbigliamento e il linguaggio della controcultura; poi, dopo un periodo trascorso in California per un seminario di trasformazione personale di sessanta ore a Mendocino, è tornato carico di formule esoteriche e di una filosofia difficile da seguire. In precedenza, durante la sua assenza, Carney aveva dovuto rivolgersi a Barry Cruz per sistemare alcune collane Louis Long, provenienti da una rapina compiuta a Philadelphia.

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Il passato pesa sugli affari

Carney interpreta la metamorfosi di Green come il sintomo di una generazione che ha abbandonato le vecchie ribellioni. L’amico è arrivato persino a dichiarare di aver votato per Ronald Reagan, dopo aver celebrato idee molto lontane dal nuovo corso politico. Per Carney non si tratta di un caso isolato: nel suo lavoro ha incontrato molte persone corrotte e tende a leggere quelle trasformazioni come il riflesso di un’intera epoca.

Il possibile pranzo per festeggiare la nascita di Seth diventa così anche un pretesto per capire le intenzioni di Green. Carney sa che spesso la proposta di un affare serve soltanto a creare l’occasione per vedersi, ma non esclude che questa volta ci siano davvero nuovi oggetti da piazzare. La sua attesa si svolge in una città dove ogni cambiamento, dai cantieri ai rapporti personali, sembra nascondere un costo.


Whitehead arriva a Milano

Il brano appartiene a «Freddo come una macchina» di Colson Whitehead, nella traduzione di Silvia Pareschi, pubblicato da Mondadori nel 2026: il volume conta 420 pagine e costa 23 euro. L’estratto è ambientato nel 1981 e intreccia criminalità, trasformazioni urbane e disillusione politica.

Whitehead sarà protagonista dell’apertura della quindicesima edizione di BookCity Milano lunedì 23 novembre alle 20, al Teatro Dal Verme. L’autore dialogherà con Francesco Costa e riceverà il Sigillo della Città dal sindaco Giuseppe Sala; a condurre l’incontro sarà Giovanna Zucconi. La manifestazione proseguirà fino al 29 novembre con una riflessione dedicata alla razionalità, al senso critico e al modo in cui le persone costruiscono le proprie immagini del mondo.

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