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Attualità 1 min di lettura2 giorni fa

Neutralità svizzera, l’Udc perde: il 68,8% respinge la stretta

Doppia bocciatura alle urne per le proposte sostenute dalla destra: oltre alla neutralità costituzionale, cade anche il progetto sull’autosufficienza alimentare.

A prevalere nel secondo quesito è stato il fronte contrario all’autosufficienza alimentare: il 72% degli elettori ha respinto la proposta che puntava a rendere la Svizzera più indipendente sul piano degli approvvigionamenti. Il voto consegna così una doppia sconfitta alle iniziative sostenute dall’area sovranista.


La destra incassa una doppia bocciatura

Il risultato ridimensiona la capacità dell’Udc di mobilitare l’elettorato attorno ai temi dell’identità nazionale e della sovranità. Le urne hanno infatti respinto entrambe le misure sottoposte al giudizio popolare, con percentuali nettamente superiori alla metà dei voti.

L’esito viene inoltre interpretato come un segnale della direzione scelta da Berna nei rapporti con il continente. La Confederazione appare orientata verso un rapporto più stretto con l’Europa, mentre le proposte di stampo più isolazionista non hanno raccolto il consenso necessario.

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Neutralità, la Costituzione resta invariata

Il quesito principale riguardava l’inserimento di vincoli più rigidi sulla neutralità nella Costituzione svizzera. L’iniziativa promossa dall’Udc è stata respinta dal 68,8% dei votanti, impedendo quindi la modifica dell’impianto attuale.

La consultazione non ha dato seguito al progetto di “blindare” la neutralità della Confederazione. Per la destra svizzera si tratta di un risultato negativo su uno dei suoi temi centrali, mentre il quadro costituzionale relativo alla posizione internazionale del Paese rimane invariato.

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