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Attualità 2 min di lettura13 ore fa

Nana torna dagli umani: il rilascio in mare non è bastato

Dopo due tentativi di liberazione, la foca Nana ha scelto nuovamente l’isola di Dachangshan, dove la presenza umana sembra offrirle maggiore sicurezza.

Il ritorno di Nana sull’isola di Dachangshan riapre il dubbio sulla possibilità di reinserirla davvero in mare aperto. La foca, appartenente a una specie protetta, è stata liberata per la seconda volta il 7 settembre, ma ha raggiunto di nuovo il luogo segnato dalle attività umane e dalle cure ricevute.

La sua storia era cominciata dopo un tifone, nel settembre 2024, quando venne trovata ferita su una spiaggia della regione autonoma di Guangxi Zhuang. Da quel momento le autorità locali l’hanno assistita fino al trasferimento, avvenuto nel novembre 2025, in una struttura dedicata alla tutela degli animali marini e amministrata dall’Istituto provinciale di scienze della pesca marina del Liaoning.


Il mare non ha cancellato il legame umano

Nella base del Liaoning Nana ha seguito un programma preparatorio pensato per renderla autonoma nell’ambiente naturale. Il percorso si è concluso nell’aprile 2026, quando la foca è stata accompagnata in mare insieme ad altri quattro esemplari e liberata nelle acque vicine all’isola di Sanshan.

Le altre foche hanno trovato un equilibrio con gli animali selvatici della zona. Nana, invece, non si è unita alla popolazione locale: ha preso una direzione diversa, tornando verso Dachangshan. Il comportamento suggerisce quanto l’assistenza prolungata possa aver modificato il suo rapporto con l’ambiente circostante.

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Due rilasci e lo stesso finale

Dopo il primo tentativo, Nana era già rientrata sull’isola che l’aveva accolta. Anche in seguito alla nuova liberazione del 7 settembre la dinamica si è ripetuta, con la foca nuovamente vicina alle persone e alle aree frequentate dall’uomo.

Per chi si è occupato di lei, Nana sembra aver collegato la presenza umana a una condizione di protezione. Questo rende più complesso il suo ritorno alla vita selvatica: nonostante l’addestramento e le due liberazioni, l’animale continua a preferire un luogo conosciuto, dove in passato ha ricevuto cure e assistenza.

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