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Attualità 2 min di lettura2 ore fa

Netflix, Sarandos non arretra: ecco cosa c’è dietro il rallentamento

Ted Sarandos non considera un errore la mancata acquisizione degli studi Warner Bros.

Ted Sarandos non considera un errore la mancata acquisizione degli studi Warner Bros. e di HBO Max. Netflix aveva vinto inizialmente l’asta, ma l’operazione da 111 miliardi di dollari è poi sfumata a favore di Paramount: «No», ha risposto il co-amministratore delegato quando gli è stato chiesto se avesse rimpianti.


L’offerta non convince più Netflix

Sarandos ha spiegato che il progetto presentato dalla società era stato costruito per creare valore per gli azionisti anche a quella dimensione. A suo giudizio, un rilancio più elevato avrebbe invece spinto Netflix in una zona di perdita.

La vicenda si inserisce nel quadro della maxi-operazione tra Paramount Skydance e Warner Bros. Discovery. L’unione potrebbe rafforzare le piattaforme HBO Max e Paramount+, ma per Sarandos il risultato è ancora difficile da quantificare.


Una fusione dai contorni incerti

Parlando della combinazione tra i due gruppi rivali, il dirigente ha osservato: «Sulla carta, finora, si tratta di uno più uno. Quindi non so se uno più uno faccia due, o se uno più uno faccia uno e mezzo, o se uno più uno faccia tre».

La valutazione di Sarandos lascia aperto il tema delle possibili sinergie e dell’impatto competitivo sul mercato. L’operazione, infatti, riunirebbe due importanti realtà dell’intrattenimento e i rispettivi servizi di visione in abbonamento.


Le visualizzazioni frenano nel 2026

Nel primo semestre del 2026, il tempo complessivo trascorso dagli utenti davanti ai contenuti Netflix è salito soltanto del 2% a livello mondiale. Sarandos ha riconosciuto che la crescita dell’interesse del pubblico ha rallentato, pur sostenendo che l’azienda mantiene condizioni economiche solide.

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Il dato è stato illustrato durante Bloomberg Screentime 2026, appuntamento annuale dedicato all’industria dei media, all’intrattenimento e alla cultura pop. Il dirigente ha descritto la fase attuale come un passaggio di transizione, non come un segnale di crisi della piattaforma.

A partire dal 2027, Netflix modificherà inoltre la frequenza con cui comunica le ore di visione: il dato sarà diffuso una sola volta all’anno, nel primo trimestre. L’obiettivo è spostare l’attenzione degli analisti verso i ricavi e il risultato operativo, riducendo il peso attribuito alle oscillazioni delle visualizzazioni.


Eventi in diretta per attirare pubblico

La società intende destinare circa il 5% del proprio budget annuale per i contenuti alla programmazione in diretta. La spesa complessiva prevista per i contenuti è di circa 20 miliardi di dollari e tra le proposte rientrano anche le partite della NFL.

Al momento, gli eventi dal vivo rappresentano appena l’1% dell’audience complessiva. Netflix li considera tuttavia uno strumento utile per raggiungere nuovi abbonati e rendere più stabile il rapporto con gli inserzionisti pubblicitari.

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