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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Neonato chiuso in una busta, il racconto di Sandra: «Era per ucciderlo

La 58enne ha seguito il movimento del sacchetto e ha trovato un bambino appena nato: ora il piccolo è ricoverato e sta bene

Sandra non riesce ancora a liberarsi dalle immagini di quel ritrovamento. La 58enne racconta di essere rimasta profondamente scossa dal sangue e dalla consapevolezza di aver avuto davanti un bambino nato da poche ore. «Sono provata e faccio ancora fatica a crederci», ha confidato dopo aver ricevuto i messaggi delle amiche preoccupate per lei.

Il neonato, che pesa circa quattro chili, è ricoverato nella terapia intensiva neonatale del Niguarda. I medici lo terranno sotto osservazione per 15 giorni, ma le sue condizioni sono buone: una notizia che ha sollevato Sandra, molto preoccupata dopo l’intervento.


Il movimento ha attirato il cane

La donna si trovava a Cinisello Balsamo, tra via Monte Ortigara e via Pasubio, quando la sua cagnolina ha iniziato ad avvicinarsi a un sacchetto blu nascosto sotto le frasche di un albero. Il luogo si trova alle spalle di una fermata dell’autobus e non è un punto particolarmente frequentato.

Sandra ha notato qualcosa soltanto quando ha tirato il guinzaglio: la busta si muoveva. A quel punto ha capito che non si trattava di un semplice rifiuto e ha deciso di intervenire, nonostante non avesse con sé il telefono. «Se il cane non avesse curiosato, probabilmente non avrei guardato sotto quell’albero», ha spiegato.


I soccorsi guidati al telefono

Il sacchetto era chiuso con due nodi. All’interno c’erano un lenzuolo sporco di sangue e altri indumenti, probabilmente calze e un maglione, usati per riempire la busta. Nel tessuto era avvolto il neonato, che aveva ancora la placenta attaccata.

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Sandra ha chiesto aiuto a una passante, scesa poco prima dalla propria automobile e accompagnata anch’essa da un cane. Insieme hanno contattato il 112; mentre ambulanza e polizia raggiungevano il posto, gli operatori hanno indicato loro come proteggere il piccolo dal freddo. La passante si è tolta la felpa e l’ha utilizzata per coprirlo.


«Non era un abbandono casuale»

Dopo aver sciolto i nodi, Sandra ha aperto il lenzuolo e ha visto comparire la testa del bambino, che ha subito iniziato a piangere. La scena l’ha impressionata, ma proprio quell’apertura ha permesso di accorgersi in tempo delle sue condizioni.

Secondo la donna, il modo in cui il neonato era stato sistemato non fa pensare a qualcuno che volesse semplicemente liberarsene. «Non volevano “buttarlo via”: volevano ucciderlo», ha affermato, spiegando che il piccolo era stato coperto, circondato da stoffe e infine rinchiuso con due nodi, con il rischio concreto di soffocare.

Sandra dice di non aver visto persone nei dintorni prima della scoperta. Il bambino sarebbe stato lasciato lì poche ore dopo la nascita; ora, grazie all’intervento della donna e della passante, resta affidato alle cure dell’ospedale.

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